Gorizia, dietrofront sui lampioni in corso Italia: restano quelli storici

Gli storici lampioni a globo che la Soprintendenza ha deciso di tutelare, non verranno più sostituiti da altri, simili a quelli dislocati nel vicino corso Verdi

Disposizione della Soprintendenza: rimarranno gli attuali adeguati alle stringenti norme sull’inquinamento luminoso

GORIZIA Prima dell’introduzione del senso unico, era l’argomento che maggiormente divideva l’opinione pubblica goriziana relativamente a corso Italia. E riguardava l’eliminazione, prevista dal progetto, dei caratteristici lampioni a globo. Oggi, arriva la perizia di variante che prevede, ed è una sorpresa, il mantenimento degli storici corpi illuminanti, quando ormai sono già stati installati i pali di quelli che dovevano essere i nuovi. «Pali che recupereremo per altri interventi», puntualizza il sindaco Rodolfo Ziberna.

Si ipotizza che i globi che caratterizzano i lampioni di corso Italia, siano stati realizzati in previsione della visita di Benito Mussolini, nel 1938, insieme alla riqualificazione urbanistica dell’intero viale. Era lo stesso tipo di illuminazione a globo utilizzata, sempre nel ’38, per la nuova via Roma, che il Duce percorse prima di arrivare in Prefettura per incontrare i cittadini nell’attuale piazza Vittoria.


La configurazione storica

Insomma, quei “palloni” di colore bianco opalino, collocati su pali di sostegno metallici a sezione poligonale caratterizzano da decenni (anche se furono sostituiti in tempi più recenti) la configurazione formale di corso Italia al punto da «sedimentarsi storicamente nella memoria collettiva almeno dalla fine degli anni Trenta» e, per questo, vanno mantenuti anche nell’ambito della riqualificazione del viale principale della città. È quanto ha chiesto la Soprintendenza al Comune, modificando il progetto originario che prevedeva nuovi lampioni uguali a quelli di corso Verdi. Un dietrofront voluto dall’ente di tutela artistica e architettonica.

La perizia di variante, approvata dalla giunta, recepisce quindi questo cambiamento di rotta volto a confermare l’attuale illuminazione, adeguandola ovviamente alle nuove normative volte a contenere l’inquinamento luminoso. Ma viene introdotto anche un elemento di novità. Nella stessa relazione, infatti, si approva l’installazione di «un’illuminazione decorativa dei controviali», sempre approvata dalla Soprintendenza, che sarà predisposta all’interno delle aiuole. Si tratta di faretti, di dimensioni estremamente contenute, che produrranno un’illuminazione radente sui controviali rendendo anche più piacevoli le passeggiate serali.

Il commento del sindaco

«Il vivace dibattito sulla viabilità ha “oscurato” quello generale sul rilancio di corso Italia - rimarca il sindaco Rodolfo Ziberna - che, già prima del Covid-19, era stato raggiunto dalla crisi commerciale che sta attraversando tutte le città, Gorizia compresa, con la chiusura di numerosi punti-vendita. La riqualificazione del nostro viale principale è molto importante per accrescere l’attrazione di quest’area anche se, ovviamente, da sola, non può essere sufficiente a rilanciarla. Oltre alla sistemazione dei controviali che, davvero, sono diventati molto belli, importante sarà il loro arredo, anche con nuove panchine ed elementi di novità, fra cui, ad esempio, questi faretti a raso, ma, soprattutto le aiuole. Abbiamo chiesto alla Soprintendenza di inserire, oltre al manto erboso e alle rose, altre essenze verdi, che possano abbellire ancor di più questi spazi verdi. Come ho sempre detto, l’idea è quella di richiamare quanta più gente possibile a passeggiare sui controviali invogliando così l’apertura di nuovi locali e negozi. Nel confronto che, a breve, inizierà in commissione, sulla viabilità in corso Italia, si dovrà, a mio avviso parlare anche di questo aspetto optando per la scelta più idonea. Come ho detto, da parte dell’amministrazione c’è la massima apertura e ogni scelta condivisa sarà rispettata ma invito caldamente tutti a confrontarsi senza preclusioni e pregiudizi attraverso una valutazione globale che intrecci le diverse esigenze, l’estetica e la funzionalità di quella che, mi auguro, possa riprendersi, quando l’incubo del Covid sarà finito quell’importantissimo ruolo commerciale ma anche sociale all’interno della nostra città». —

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