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Suggerivano le risposte ai quiz per la patente, in sette a giudizio a Trieste

Auricolari e cellulari nascosti: così le risposte corrette ai quiz arrivavano tramite i complici collegati durante gli esami

TRIESTE ilL’auricolare nascosto e il suggeritore collegato al cellulare. Per i sette stranieri pizzicati nei mesi scorsi dalla Guardia di finanza era stato davvero un gioco da ragazzi superare l’esame di scuola guida e prendere la patente. Ma ora sta per arrivare il conto della giustizia: il pubblico ministero Pietro Montrone ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti.

Gli imputati sono il trentaquattrenne pachistano Sajid Hussain, il trentaquattrenne pachistano Kabeer Hussain, il trentacinquenne pachistano Adeel Aslam, il trentacinquenne nepalese Sushil Sing, il trentaseienne libico Waqas Muhammad Usmani, il trentaquattrenne indiano Kanaiyalal Miteshbhai Darji e il ventinovenne pachistano Saddam Zafar.


Nell’ultima udienza in Tribunale del gup Luigi Dainotti il trentaquattrenne Sajid Hussain ha già patteggiato una pena di sei mesi con la condizionale, mentre tutti gli altri imputati saranno giudicati con il rito abbreviato il 6 ottobre.

Le prove di teoria a quiz per il conseguimento della patente di guida A/B erano indette dalla Motorizzazione.

Il sistema era ben architettato: gli stranieri utilizzavano auricolari infilati nell’orecchio, nascosti sotto i capelli e collegati ai telefonini. Un complice (ignoto) comunicava le risposte corrette.

Da una parte del cellulare c’erano dunque i responsabili del sistema fraudolento, pronti a seguire in presa diretta chi effettuava il test, indicando rapidamente le risposte giuste. Dall’altra, intenti ad ascoltare tutto con attenzione, c’erano i candidati, che in poco tempo compilavano le risposte richieste e senza troppi indugi.

Erano stati i finanzieri della Compagnia di Trieste a scoprire le truffe, messe a segno sia nel 2019 (23 luglio, 6 e 28 agosto, 25 settembre, 16 ottobre) che nel 2020 (15 e 22 gennaio).

La semplicità e la rapidità con cui i candidati concludevano favorevolmente l’esame avevano fatto sorgere i primi sospetti innescando l’avvio degli accertamenti. Episodi che si erano ripetuti più volte, nel corso di diversi mesi. E che avevano inevitabilmente creato qualche perplessità negli esaminatori.

Le attività investigative si erano focalizzate su alcune situazioni specifiche indicate dagli addetti della Motorizzazione civile in una scuola guida. Di qui la richiesta dell’intervento degli investigatori della Guardia di finanza di Trieste, che si sono inseriti tra gli esaminandi e hanno tenuto sotto stretta osservazione i candidati sospettati di utilizzare tecniche non consentite.

Monitorando le persone impegnate nei test, i finanzieri avevano constatato come alcuni candidati che avevano superato l’esame senza errori erano effettivamente muniti di cuffiette e telefonino. I cellulari venivano nascosti sotto i vestiti e fissati con il nastro adesivo.

I sette stranieri erano stati denunciati a piede libero per reati contro la pubblica amministrazione. Sequestrate anche le patenti di guida indebitamente ottenute. —


 

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