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Il piano di aiuti sale e sfiora i 50 miliardi: subito i congedi e i bonus per i genitori

Rifinanziato il reddito di cittadinanza, resta il blocco licenziamenti. Il Parlamento voterà un nuovo scostamento di bilancio 

ROMA Si allarga la platea dei beneficiari dei nuovi indennizzi: il nuovo decreto sostegno arriverà a giorni, e come ha confermato ieri Draghi, impegnerà tutti e 32 i miliardi di euro frutto dell’ultimo scostamento di bilancio. Da subito, però, partono i nuovi sostegni a favore di famiglie e bambini: col nuovo decreto Covid varato ieri dal consiglio dei ministri sono stati infatti rifinanziati sia i congedi parentali che il bonus baby sitter, oltre a prevedere il diritto allo smart working per chi ha figli sotto i 16 anni.



«Occorre assicurare sostegno per le imprese e le famiglia al fine di uscire dalla crisi dovuta all'emergenza pandemica. Il «decreto Sostegno» verrà varato la prossima settimana, per questo ci sarà un nuovo scostamento del bilancio» avrebbe spiegato il presidente del Consiglio rassicurando tutti sui tempi certi del nuovo decreto, che dopo tanta attesa approderà sul tavolo del Consiglio dei ministri la settimana prossima, «non un giorno di più».

Indennizzi alle attività colpite dalle varie ondate delle restrizioni (montagna compresa), proroga della cassa integrazione, sia ordinaria che in deroga, e quindi anche del blocco dei licenziamenti, rifinanziamento del reddito di cittadinanza e pacchetto fiscale sono i cardini del nuovo decretone a cui stanno lavorando al Mef. A cui si aggiungono, tra le alte misure, 3 miliardi destinati alla salute ed i fondi destinati agli enti locali ed al potenziamento del trasporto pubblico locale. Il nuovo «decreto Sostegni», che non sarà certamente l’ultimo, come aveva immaginato l’allora ministro dell’Economia Gualtieri quando lavorava a quello che doveva essere il «Ristori 5», ma sarà inevitabilmente seguito da altri interventi via via sempre più selettivi. Sommando le richieste arrivate in queste settimane dai vari ministeri, secondo le stime, ad oggi servirebbero almeno 20 miliardi di euro in più. Anche tenendo conto che la legge di bilancio ne aveva accantonati 5 per interventi a favore delle imprese più in difficoltà e che tra i residui delle misure passate al Tesoro contano di recuperarne forse altri 10. —


 

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