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Il colosso miliardario della comunicazione partito dal garage di una casa di Dignano

Da sinistra, Roberto Kutić, Silvio Kutić e Izabel Jelenić

Nata grazie a un piccolo prestito dei genitori la Infobip dei fratelli Kutić conta oggi 3 mila dipendenti in tutto il mondo e un miliardo di fatturato 

DIGNANO Tremila dipendenti, una settantina di uffici in tutto il mondo e un fatturato che rasenta il miliardo di euro. Nell’Istria meridionale il gigante delle comunicazioni Infobip sembra un ufo, una realtà straniera sbarcata da chissà dove. Ma basta parlare con uno dei fondatori dell’impresa per capire che, in realtà, non c’è niente di più locale. «Go viaggiato in tanti posti, ma non xé niente bel come Dignan», esclama Silvio Kutić, che, come tanti membri della minoranza italiana in Croazia e in Slovenia, alterna con naturalezza l’italiano e il dialetto istroveneto.



Nato nel 1977 a Pola, Silvio è uno dei tre fondatori e proprietari di Infobip, assieme al fratello Roberto e all’amico Izabel Jelenić. «Abbiamo iniziato nel garage di casa, con due computer e due telefonini. I miei genitori ci hanno prestato 12.500 euro per partire», racconta Silvio. Nel 2020, a meno di quindici anni dalla sua fondazione, Infobip è diventata quello che in gergo si chiama “un unicorno”, una startup il cui valore ha superato in poco tempo il traguardo simbolico di un miliardo di dollari. Secondo CB Insights, oggi ci sono 500 unicorni in giro per il mondo e Infobip è l’unico di tutto il sud-est europeo. «Siamo anche il primo unicorno di Dignano», scherza Silvio Kutić.



Che cosa ci fa, tra le colline e i boschi dell’Istria, un leader mondiale della comunicazione B2C (ovvero Business to Consumer, dalle imprese ai consumatori)? Tutto comincia nel 2001, quando Silvio Kutić è ancora uno studente di ingegneria all’università di Zagabria. Assieme al fratello e ad altri amici, sta lavorano ad un progetto per il comune di Dignano: una piattaforma web che permetta alle imprese di comunicare con i propri utenti tramite un sistema integrato di e-mail e sms. La piattaforma, ultimata nel 2002, è la prima di tante iniziative lanciate dai Kutić in quegli anni, ma senza successo. «Ad ogni progetto nasceva una nuova squadra», ricorda Silvio.



Nel 2003 al garage di Dignano si presenta un giovane programmatore istriano, Izabel Jelenić (classe 1978), all’epoca impiegato a Scoglio Olivi (Uljanik) come Roberto Kutić. Assieme a Izabel, Silvio continua a sperimentare fino al 2005, quando i due riescono finalmente a realizzare una tecnologia scalabile, in grado di essere utilizzata da un numero sempre maggiore di imprese. «Da allora abbiamo cominciato a crescere moltissimo», afferma Silvio. Nell’aprile del 2006, Infobip è registrata al tribunale di Pola e, tre anni dopo, anche Roberto Kutić lascia Scoglio Olivi per dedicarsi a tempo pieno alla startup. «Se non ce l’avessi fatta sarei andato in Italia a lavorare per restituire ai miei i soldi che mi avevano prestato», ammette Silvio Kutić, oggi Ceo dell’impresa. Ma la fiducia dei genitori (che hanno investito un totale di 25.000 euro nel progetto) è stata ampiamente ripagata. Tra il 2006 e il 2013 il fatturato sale fino a superare i 100 milioni di euro senza l’intervento di capitali esterni. «Ai miei ho restituito tutto», assicura Silvio.



Che cosa fa dunque Infobip? Sviluppa una piattaforma che permette alle aziende di gestire ogni tipo di comunicazione con i propri clienti: dall’invio automatico di sms e e-mail, alle chat virtuali e alle videochiamate. I primi clienti sono imprese venete e dell’Emilia Romagna, ma presto l’azienda sbarca in Germania, in Regno Unito e in Russa, finché sono le stesse piattaforme che gestiscono la comunicazione di altre imprese a decidere di fare affidamento alla tecnologia del trio istriano. Banche, compagnie aeree, brand come LG, Uber o Burger King e applicazioni con Whatsapp e Telegram lavorano oggi con Infobip. Nell’estate del 2020, dopo dieci anni di crescita ad un ritmo annuale del 50%, Infobip riceve la prima iniezione di capitale: 300 milioni di dollari da parte del fondo di private equity One Equity Partners. Qualche mese più tardi Infobip rileva OpenMarket, l’impresa B2C leader negli Stati Uniti. L’obiettivo, già annunciato, è l’atterraggio dell’ufo istriano nel mercato americano e l’ingresso in borsa entro il 2023.

Dalla terrazza del quartier generale di Infobip — soprannominato Pangea — il mare Adriatico sonnecchia calmo al largo di Pola e Rovigno. I fratelli Kutić, nominati entrambi cavalieri dell’Ordine della «Stella d’Italia» dal Presidente Mattarella, sognano forse di partire oltre oceano? Roberto, direttore operativo dell’azienda, scuote la testa. «Abbiamo da poco comprato una vecchia fabbrica di seta, abbandonata da decenni fuori Dignano. Vogliamo trasformarla in un acceleratore di idee per informatici, operatori culturali e del marketing. Si chiamerà Quantum». A Zagabria, il gruppo aprirà tra qualche mese un altro campus, battezzato Alfa Centauri, ma il progetto più caro ai fratelli si trova sempre in Istria. «Oggi abbiamo 297 dipendenti a Dignano. Ci piacerebbe portarne altri 300-400 da tutto il mondo e creare qui una Tech City», aggiunge Silvio Kutić. I due fratelli, insomma, non hanno nessuna intenzione di lasciare l’Istria, ma anzi contano di reinvestire lì i frutti de loro successo.

Nell’annus horribilis che ha sconvolto il mondo e costretto milioni di persone a stare casa per lunghi periodi di tempo, Infobip ha assunto 700 nuovi impiegati per far fronte ai ritmi della comunicazione digitale. A circa 50 governi in tutto il mondo, l’impresa dignanese ha donato un chatbot, un programma per il dialogo con gli utenti basato sull’intelligenza artificiale, con lo scopo di contribuire a diffondere informazioni corrette sul virus e sulla pandemia. Cinque milioni di persone hanno già interagito con questo chatbot. Per quanto riguarda gli altri prodotti e servizi dell’azienda, invece, è molto probabile che, se usate un telefono cellulare, abbiate già ricevuto una comunicazione transitata sui server istriani di Infobip, anche se senza saperlo. —
 

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