Corso Italia, Ziberna disponibile sulle ciclabili e non dice di no al doppio senso

Il senso unico in corso Italia con le ciclabili su un lato della carreggiata. Foto Pierluigi Bumbaca

Cosa succede adesso? Se lo chiedono i 2.108 cittadini goriziani e non che hanno firmato la petizione per il ripristino del doppio senso di circolazione, se lo chiedono i consiglieri comunali rimasti “orfani” del dibattito in Consiglio comunale

GORIZIA Corso Italia, cosa succede adesso? Se lo chiedono i 2.108 cittadini goriziani e non che hanno firmato la petizione per il ripristino del doppio senso di circolazione, se lo chiedono i consiglieri comunali rimasti “orfani” del dibattito in Consiglio comunale.

La mozione (poi ritirata) di Francesco Piscopo di Aiutiamo Gorizia ha avuto, comunque, un merito: far sì che il sindaco Ziberna facesse delle controproposte. Che oggi ribadisce e puntualizza al Piccolo. Posto che la sperimentazione deve andare avanti per non incorrere in un danno erariale, il primo cittadino manifesta aperture sostanziali, contrapponendo all’ipotesi referendum la possibilità di dare vita a una consultazione dei cittadini ai sensi dell’articolo 74 dello Statuto comunale che prevede, testualmente, di poter «consultare la popolazione sia mediante assemblee generali, di circoscrizione o frazione o di categorie e gruppi sociali, sia con sondaggi di opinione e con inviti ad esprimere pareri sia, infine, a mezzo di questionari».


Parole e intenti che, naturalmente, scontenteranno chi vuole il ripristino immediato del doppio senso di circolazione con, evidentemente, il ritorno delle ciclabili sui controviali. Entriamo nel dettaglio. «A Piscopo ho proposto, vista la sperimentazione in atto, di prendere in considerazione alcune “modifiche temporanee” quali, ad esempio, l’eliminazione degli stalli sul lato sinistro della carreggiata oppure porre provvisoriamente le ciclabili sui controviali». In che maniera? «Da via degli Arcadi a piazzale Saba è un’operazione fattibile perché, su quel lato, non ci sono interferenze, ovvero sedie e tavolini dei bar. L’unica sovrapposizione è l’ingresso a Villa San Giusto. In questa maniera, si potrebbe mantenere una doppia fila di parcheggi nel primo tratto di corso per agevolare i bar e le attività commerciali. È chiaro che, prima di adottare una qualsiasi misura, dobbiamo dare vita alla commissione allargata agli stakeholder. Come funzionerà? Chiederemo loro di elaborare una pagina di proposte, poi ci incontreremo e avranno 3 minuti di tempo per integrare ciò che hanno scritto. Se ci sarà una sintesi che va bene a tutti, disegneremo assieme il futuro assetto di corso Italia». E se non dovesse essere trovata una quadra? «Se non c’è accordo, i due o tre punti che scaturiscono li sottoporremo ai cittadini attraverso il sondaggio. E la proposta che vincerà, compreso il doppio senso di circolazione se dovesse prevalere, sarà quella che passerà all’attuazione. Sono aperto a tutto. Se, alla fine, si vorrà il doppio senso, lo faremo, riportando le ciclabili sui controviali e restringendo tutti gli spazi destinati ai pedoni e alle sedie e tavolini dei locali».

Ed è lo stesso ragionamento che rivolge ai promotori della petizione e ai firmatari. «Io propongo di sentire tutti i cittadini perché corso Italia è di tutti, compresi coloro che il senso unico, pur con correttivi, lo appoggiano».

E passiamo a Piscopo. Che torna oggi sulla decisione, sorprendente, di ritirare la mozione. Era una mossa preparata, premeditata, concertata? «Le cose sono lineari. Il sindaco ha fatto delle controproposte e abbiamo preso un po’ di tempo per ragionarci su. Dico, però, sin d’ora che la mozione rimarrà grossomodo la stessa, non andremo a stravolgerla. Una commissione speciale può andare bene, così come il sondaggio con i cittadini. Credo che averla presentata abbia contribuito a far cambiare idea a sindaco e giunta che, da una posizione nettamente contraria, sono passati alla totale apertura sui correttivi da introdurre alla viabilità cittadina».

Ma la decisione del ritiro ha finito con il mandare su tutte le furie due di coloro che avevano firmato la mozione, nella fattispecie Riccardo Stasi (Cambiamo con Toti) e Franco Zotti (Legalizziamo). Come replica Piscopo? «Stasi e Zotti volevano ottenere una visibilità che non hanno avuto con il ritiro della mozione e hanno dimostrato anche di non conoscere il regolamento perché solo chi la presenta può decidere il suo destino. In ogni caso, sono consiglieri sempre contro, a prescindere». —

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