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A Trieste la corsa alle case con giardino o terrazzo: vendite salite del 20% in un anno

Una veduta di Trieste (Lasorte)

La pandemia spinge i triestini a cercare abitazioni dotate di spazi all’aperto. E per la prima volta dal 2009 gli immobili tornano ad acquisire valore

TRIESTE Il bisogno di uno sfogo esterno da poter vivere in pace e in sicurezza, e - secondariamente - l’esigenza di più spazio anche all’interno. La pandemia sta “guidando” il mercato immobiliare a Trieste: in un anno le compravendite di case con giardino o appartamenti con terrazzo sono aumentate in una percentuale vicina al 20%. A certificarlo è la Fiap, la Federazione italiana Agenti immobiliari professionali. «È una rilevazione sul mercato che va considerata come una conseguenza della situazione pandemica», conferma il presidente provinciale Stefano Nursi.

In centro, ma soprattutto in semiperiferia e anche sul Carso, i triestini hanno deciso di traslocare in case più grandi ma soprattutto con un piccolo pezzo di terra o, almeno, un balcone in cui prendere una boccata d’aria in tempi di restrizioni. Una scelta fatta spesso anche per riuscire a portare avanti senza troppi litigi la convivenza con i propri cari, ora che si è costretti appunto a condividere gli stessi spazi per lavorare e studiare.

E così, a Trieste, in scia a un fenomeno che è anche regionale, chi ha i mezzi economici per farlo si è messo o si sta mettendo alla ricerca di una tipologia di immobili che già prima erano difficili da reperire sul mercato e che ora lo sono ancora di più. E qui, grazie alle prospettive che la città offre, la valutazione delle case è aumentata più che altrove.«Certi immobili, nella fattispecie quelli con giardino, ma anche quelli nel centro storico – aggiunge Nursi – dal 2009, dopo 12 anni, per la prima volta hanno visto aumentare il proprio valore del 3%: si tratta di un dato statistico».

La voglia di cambiare casa è stata favorita pure da un accesso al credito al momento favorevole. Non a caso «l’andamento in salita delle compravendite di immobili rispecchia in banca un aumento di richieste di mutui, dal valore medio di circa 100 mila euro, rispetto a un anno fa», osserva a propria volta Piergiorgio Gori, segretario provinciale Fisac Cgil. A stimolare queste operazioni sono i tassi molto bassi, che si aggirano tra l’1 e il 2%, e i prezzi degli immobili.

Le garanzie poi non mancano: buste paga affidabili oppure ci si rivolge direttamente ai genitori in pensione. Quanto all’entità del mutuo rispetto al valore della casa, «molto dipende comunque – evidenzia Gori – dalla tipologia dell’operazione. Su immobili di un certo pregio è molto probabile che la trattativa si concluda con fondi propri. I soggetti che ne fanno richiesta tuttavia non sono cambiati, grazie anche al fatto che a Trieste una grossa componente di lavoratori opera nel pubblico impiego e per grandi aziende bancarie e assicurative, dove l’impatto delle crisi è stato minore».

Normalmente le persone richiedono un mutuo che corrisponde all’80% della cifra totale d’acquisto, pari al limite di legge ordinario. Oggi «gran parte delle banche sono molto più attente al rapporto fra l’importo del mutuo e il valore della casa», commenta Gori: «Negli anni passati, se torniamo alla bolla americana del 2007, c’era stata una certa imprudenza. Oggi molte fanno fatica a erogare l’ordinario limite dell’80% preferendo il 70% con un tasso ancor più agevolato».—

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