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A Samer l’ex Fratelli Prioglio di Prosecco

Operazione conclusa per poco più di un milione. Confermata la vocazione logistica per l’area di 45 mila metri quadrati

TRIESTE I 45 mila metri quadrati del compendio ex Fratelli Prioglio a Stazione di Prosecco sono stati aggiudicati ieri mattina all’asta (senza incanto) alla Timt (Trieste intermodal maritime terminal), la società italo-turca controllata al 55% dalla Ulusoy e partecipata al 45% dalla Samer.

Il terminal gestisce il traffico ro-ro da/per lo scalo di Cesme, non lontano da Smirne, utilizzando l’ormeggio 47-48 in Punto franco nuovo. Le notizie sull’acquisizione dell’ex Fratelli Prioglio sono emerse dagli ambienti portuali triestini.



A mezzogiorno di martedì sul tavolo del commercialista Paolo Taverna, professionista delegato alla vendita dal giudice Francesco Saverio Moscato, era pervenuta un’ offerta, quella che il giorno seguente ha ovviamente vinto in solitudine la vecchia area logistica sull’Altipiano nel comune di Sgonico. Il prezzo pagato coincide con la proposta minima contenuta nel bando di Taverna: un milione e 31.115 euro.

Da quanto è dato sapere, l’acquisto realizzato da Timt partecipa a un’operazione di più ampio respiro, che coinvolgerà anche l’Autorità portuale e l’Interporto (Fernetti e Bagnoli) in un’ottica di “gate out” retroportuale di Prosecco.

Non va infatti dimenticato che la zona ha una tradizionale vocazione logistica: vi operavano anche Gottardo Ruffoni, Tomaso Prioglio, Ital Sempione. Non lontano ci sono Guardia di finanza e Agenzia delle Dogane, sarà attivabile il regime di punto franco, si potrà riqualificare il collegamento ferroviario. Stazione di Prosecco ha vissuto decenni brillanti fino ai primi anni Novanta, cioè fino a quando l’Europa era divisa in due blocchi e il confine triestino fungeva da “spartiacque” tra mondi economici assai differenti. Venuta meno questa funzione con lo scongelamento delle frontiere Est/Ovest, l’area ha progressivamente smarrito la sua strategicità, le merci e gli animali, che una volta riempivano i magazzini, si sono diradati. In questo contesto la Fratelli Prioglio aveva contratto un debito ipotecario, sul quale il Monte dei Paschi aveva chiesto al Tribunale l’esecuzione immobiliare: questa è l’origine dell’incarico giudiziale affidato a Taverna. L’aggregato ex Prioglio, che come abbiamo visto si estende per 45 mila metri quadrati, comprende una decina di edifici tra uffici, spogliatoi, magazzini, stalle.

Il compendio è fermo da alcuni anni, per cui Samer dovrà investire un po’ di tempo e un po’ di risorse per rimettere in sesto l’asset, il cui aspetto è definito sufficiente per gli interni, scadente per gli esterni. Gli immobili - spiegava la perizia redatta da Michele Zucca - sono raggruppati in due zone distinte e sono raggiungibili lungo la strada che si dirama dal quadrivio di Devincina sulla Provinciale 35, nel tratto compreso tra l’area artigianale di Sgonico-Centro Lanza e lo svincolo di Sgonico.—


 

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