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«Piena autonomia alla politica, ma chi dice no alla riconversione della centrale A2A deve preoccuparsi di trovare alternative occupazionali ai lavoratori che si troveranno in strada. Noi la soluzione l’abbiano trovata con un accordo con l’azienda che tutela tutti e 100 i lavoratori e non solo quelli che lavoreranno nella nuova centrale. Chi dice no deve preoccuparsi delle conseguenze». È un aut-aut quello lanciato dal segretario della Cgil Thomas Casotto che assieme a Cisl e Uil da tempo ribadisce la necessità di dire di sì a un progetto industriale di riconversione che prevede un investimento di 500 milioni e la svolta green della centrale.

Una posizione ripetuta la scorsa settimana da Filctem-Cgil, Cisl Reti e Uiltec Uil che hanno incontrato l’assessore regionale alle attività produttive Sergio Emidio Bini. «In Europa ci sono due proposte per la transizione energetica - continua Casotto - il nucleare pulito e l’idrogeno. Ed è ovvio che dovrà essere un processo graduale, prima a gas poi a idrogeno. Noi abbiamo sottoscritto un accordo preciso con l’azienda per le garanzie occupazionali. Anche Fincantieri avrà benefici nella riconversione. A2A ora deve specificare meglio il progetto sull’idrogeno. E la città pretendere un polo di studio energetico avanzato. Sta anche nella strategia del Recovery Plan Ue. Una transizione che va fatta e governata». —



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