A Gorizia ritirata la mozione sul referendum: colpo di scena sul senso unico in Corso Italia

La controproposta di Ziberna e il sondaggio spiazzano tutti. Due contras criticano la scelta di Piscopo

GORIZIA Era l’appuntamento più atteso per tutte le implicazioni politiche che comportava. Non serve essere fini politologi per capire che la mozione Piscopo sul senso unico in corso Italia rischiava di mettere a nudo tutte le debolezze di un centrodestra per nulla compatto non solo su corso Italia ma anche su altri temi strategici cittadini. Ma il colpo di scena si è materializzato alle 18.32, dopo un dibattito durato pochi minuti.



Partiamo dal fondo. Francesco Piscopo, capogruppo di Aiutiamo Gorizia e presentatore della mozione, l’ha ritirata. Sorprendentemente. Tutto nasce dalla controproposta del sindaco Rodolfo Ziberna che ha finito, evidentemente, con lo scompaginare tutti i piani, anche quelli di coloro che continuano ad utilizzare la questione esclusivamente per motivi di visibilità politica. Queste le parole di Piscopo: «Mi sono consultato con il mio gruppo (ovvero con Pasquale Picariello, l’altro componente di Aiutiamo Gorizia) e, di fronte alle proposte illustrate dal sindaco, abbiamo deciso di fare un’ulteriore disamina». Piscopo non ha nascosto di nutrire «qualche perplessità alla luce anche del fatto che la situazione è in continua evoluzione e, proprio questa mattina, sono state consegnate all’ufficio protocollo oltre 2 mila firme contrarie al senso unico. Non c’è una preclusione a prescindere nei confronti delle proposte del sindaco ma intendo ritirare la mozione, chiedo di metterla all’ordine del giorno sin dal prossimo Consiglio comunale. Voglio, anzi vogliamo come gruppo, esaminare meglio le proposte del sindaco e tutto ciò che riguarda la materia della viabilità cittadina alla luce degli ultimi sviluppi».



Partiti dal fondo, andiamo a monte. La discussione sul caso-corso Italia era iniziata alle 17.45 con il capogruppo di Aiutiamo Gorizia Piscopo, esponente di maggioranza, che aveva letto il testo della mozione, più volte illustrato su queste colonne, e che culminava con le richieste di un Piano del traffico «entro la legislatura» e di un referendum consultivo per sentire il parere dei cittadini sul senso unico tanto contestato. La prima richiesta (sospendere i lavori di allestimento del senso unico) era, invece, superata visto che l’intervento e bell’e terminato. Dopo l’illustrazione della mozione, era intervenuto il sindaco Ziberna che aveva manifestato «apertura massima» su corso Italia, difendendo la scelta di affidare la questione ai lavori di una commissione allargata (di cui sarebbe opportuno conoscere la composizione effettiva) che «lavorerà per trovare la soluzione migliore relativamente alla viabilità in centro.

Alla fine, sceglieranno i cittadini», aveva detto. Il sindaco aveva anche proposto un maxi-emendamento a Piscopo che andava dall’attuazione di modifiche temporanee quali l’eliminazione della corsia di parcheggi di sinistra o il trasloco delle ciclabili, provvisoriamente, sui controviali all’organizzazione di un sondaggio di opinione ai sensi dell’articolo 74 dello Statuto comunale, al posto del referendum. La proposta aveva portato alla sospensione del Consiglio di un quarto d’ora per dare la possibilità a Piscopo di decidere sulla controproposta. Alle 18.25 è ripresa la seduta con l’annuncio del ritiro della mozione.

Una decisione che ha scatenato immediate reazioni. Riccardo Stasi (Cambiamo con Toti/Regione futura) ha ricordato che la mozione è firmata anche da altri consiglieri, compreso lui stesso, che vogliono poter dire la loro ma è stato chiarito che l’unica parola spettava a Piscopo, il presentatore, il primo firmatario. Ed è intervenuto anche l’altro contras Franco Zotti (Legalizziamo Gorizia Z.F.), uno degli altri firmatari. Pure lui si è ribellato. Prima se l’è presa con il presidente del Consiglio Luca Cagliari poi ha espresso l’auspicio di «mandare a casa il segretario comunale». Infine, ha preso ancora la parola per annunciare la sua volontà di ritirare la propria firma dalla mozione Piscopo. Il tutto mentre Cagliari affidava la parola al forzista Fabio Gentile per l’illustrazione dell’ordine del giorno successivo, altrettanto delicato (è un eufemismo) per il centrodestra. Ma lo stesso capogruppo azzurro ha tirato le orecchie a certi suoi colleghi. «Non stiamo dando un servizio alla nostra città su temi importanti. Questo non è un Consiglio, è un circo. I regolamenti sono chiari. Piscopo è l’unico responsabile della sua mozione. Solo lui, la può confermare o ritirare. Punto», le sue parole.

Poi, è stata la volta dell’ordine del giorno dello stesso Fabio Gentile che ha ribadito di considerare «uno spreco di denaro pubblico» la realizzazione del parcheggio interrato nell’area del mercato all’ingrosso.

Prima del dibattito su corso Italia erano state approvate, (una lunedì sera, l’altra ieri) le due delibere sui patti parasociali di Irisacqua e Isontina ambiente. Non sono mancate polemiche. Nel secondo caso non è passata l’immediata eseguibilità. —

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