A Gorizia salvati 16 cuccioli di Amstaff destinati ai combattimenti

Al rifugio di Staranzano dell’associazione La Cuccia sono in attesa di affido alle famiglie. Le bestiole erano state trovate dalla polizia stipate in un’auto diretta in Serbia 

GORIZIA Possono ora aspirare a una casa e a una famiglia accoglienti i 16 esemplari di Amstaff sequestrati la mattina del 10 febbraio in via Trieste a Gorizia da un equipaggio della Squadra voltante della Polizia di stato coadiuvata dal personale del corpo forestale regionale stazione di Gorizia. Accolti da subito nel rifugio dell’associazione La Cuccia a Dobbia (Staranzano), i cani, che hanno oltre 4 mesi ormai, possono ora essere affidati su disposizione della Procura di Gorizia in attesa dell’assegnazione definitiva (la procedura per richiedere affido è scrivere una mail a info@lacucciamonfalcone. it).

Per i 16 cuccioli già il sequestro operato dalle forze di polizia e l’approdo a Dobbia hanno comunque segnato la speranza di un futuro diverso da quello che avrebbe potuto attenderli. I cani, stipati, nonostante le dimensioni, in pochi trasportini all’interno di una Volkswagen cabriolet, con targa del Montenegro, segnalata da un cittadino perché vista in posizione defilata nel parcheggio del distributore Agip, non stavano compiendo l’ormai tradizionale viaggio dall’Europa orientale verso l’Italia, ma dalla Francia verso la Serbia o il Montenegro.

A trasportarli un cittadino serbo al quale sono stati contestati dalla Procura di Gorizia i reati di traffico illecito di animali da compagnia e di maltrattamento. Cinque Amstaff sono stati trovati in un solo trasportino e in generale i cuccioli sono apparsi sofferenti per le condizioni del viaggio. Non appena giunti negli uffici della Polizia sono stati posti in scatoloni di grandi dimensioni e rifocillati grazie alla collaborazione del Corpo forestale. I cuccioli sono ora comunque perlopiù in buone condizioni di salute.

«È la prima volta, in tanti anni, che assistiamo a un caso di questo tipo – sottolineano i volontari alla Cuccia – e che non faceva pensare a nulla di buono, vista la destinazione e la razza, una sola, dei cuccioli». La pratica dei combattimenti tra cani finalizzati a scommesse e dell’allevamento di esemplari da utilizzare per la lotta sono ancora diffuse nei Balcani. I 16 Amstaff sono però dei cuccioli, che possono essere accolti in una famiglia che se ne prenda cura. L’Amstaff ha un’indole che può risultare aggressiva se affidata alle mani sbagliate, ma se, invece, sarà ben instradato, rimarrà facilmente all’interno del ruolo che gli viene dato. I volontari della Cuccia sperano, quindi, che anche questi cuccioli possano aspirare a un futuro sereno, uscendo dal rifugio quanto prima. «Va quindi sottolineato quanto la Regione sta facendo per contrastare questi traffici illeciti di cuccioli – afferma la presidente dell’associazione, Laura Grassi –. Dal 15 marzo, lunedì prossimo, in banca dati potranno essere iscritti come razza solo quei cani che hanno documenti rilasciati da Enci. Quindi tutti questi cuccioli non saranno più cuccioli di razza e chi li compra, compra dei meticci. Si spera che questo freni la loro richiesta e quindi il traffico».


Ogni volta che, come spiega Grassi, «i volontari si ritrovano a gestire questi piccoli si pensa a quello che sta dietro, alle fattrici, a tutti quei cuccioli che invece non sono stati trovati ed hanno continuato il loro viaggio infernale, arrivando a destinazione decimati». —

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