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Slovenia, in stato di emergenza sarà ammesso annullare il diritto d’asilo 

Il governo della Slovenia si prepara a far partire contromisure per cercare di arginare l’oramai continuo e inarrestabile flusso di migranti lungo la cosiddetta rotta balcanica.

LUBIANA Il governo della Slovenia si prepara a far partire opportune contromisure per cercare di arginare l’oramai continuo e inarrestabile flusso di migranti lungo la cosiddetta rotta balcanica. Contromisure di carattere normativo, ma anche sul territorio come l’ampliamento della recinzione, del “muro” lungo il confine con la Croazia.

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Ad illustrare queste iniziative è stato il ministro competente, ossia quello degli Interni Aleš Hojs. L’esecutivo Janša ripresenterà in Parlamento il disegno di legge sulle norme relative all’ingresso degli stranieri (leggi in primis migranti) in Slovenia dopo che lo stesso è stato bocciato dalla Corte costituzionale di Lubiana. Il punto controverso della nuova normativa proposta è quello relativo al fatto che il governo sloveno, secondo il disegno di legge in discussione, potrà in determinati casi definiti «straordinari» chiudere i confini del Paese e annullare la concessione del diritto di asilo.

Quasi automatica la dura protesta delle organizzazioni non governative che si occupano proprio dell’assistenza e dell’aiuto ai rifugiati che arrivano in Slovenia lungo la rotta balcanica. Il problema, per il governo, è che la nuova proposta non si discosta per nulla da quella che ha già subito il veto della Corte costituzionale, anche se il ministro degli Interni è pronto a scommettere il contrario. Hojs ritiene infatti che la norma rispetta le considerazioni della Corte costituzionale. È stato infatti, secondo il ministro, «chiaramente definito quando il trattamento individuale di uno straniero può essere temporaneamente sospeso, in modo che ciò possa essere fatto solo quando viene dichiarata una crisi straordinaria».

A proclamare la «crisi straordinaria» è il governo, particolare che ha fatto sussultare tutte le ong. Tuttavia, secondo Hojs, l’esecutivo ha seguito il parere del servizio giuridico parlamentare e ha già presentato un emendamento da discutere in aula, secondo il quale la decisione sarà di competenza del Parlamento, in quanto si tratta infatti di «sospendere temporaneamente parte del legge». Hojs ha aggiunto che la Sds (partito del premier e di Hojs) «ha fatto notevoli concessioni ai partner della coalizione nella preparazione delle modifiche legislative, inclusa la definizione del concetto di crisi complessa, che noi e i rappresentanti della Smc (Centro moderno) siamo riusciti a risolvere». Pertanto, si aspetta che la proposta riceva un sostegno sufficiente dall'Assemblea nazionale.

Infine sempre Hojs ha annunciato che entro 14 giorni, il ministero indirà anche una gara d'appalto per l'acquisto di una nuova recinzione di 50 chilometri, che sarà eretta sul confine meridionale in aggiunta a quella già esistente di 170 km. Il ministro spera di iniziare i lavori nei mesi primaverili. Il budget per l'acquisto è di 6 milioni di euro. —

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