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Quarant'anni fa la lunga battaglia di Ronchi contro i disagi causati dai voli di addestramento

Nel 1981 fecero la loro prima comparsa i voli di addestramento sull'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Un'attività che, allora e intensamente sino al 2005, ha creato preoccupazione, malcontento, paura e anche danni ai tetti delle case e degli edifici scolastici

RONCHI Quarant'anni. Tanti ne sono passati da quando, nel gennaio del 1981, fecero la loro prima comparsa i voli di addestramento sull'aeroporto di Ronchi dei Legionari. Un'attività che, allora e intensamente sino al 2005, aveva creato preoccupazione, malcontento, paura e anche danni ai tetti delle case e degli edifici scolastici. Nel 2020 l'ultima, sporadica apparizione, per pochi giorni. Ormai quasi tutte le compagnie aeree, per l'addestramento dei propri piloti, utilizzano i simulatori.

Ma dal 1981 in avanti questa, per Ronchi dei Legionari, fu una vera e propria Odissea. Nel 2002 si arrivò persino alla costituzione di un comitato popolare determinato a farli cessare. Ma già nel 1981 si fecero sentire persino i medici che sottoposero all’attenzione quelli che erano i riflessi sulla salute delle persone. Era il 20 marzo 1981 quando l'allora consiglio comunale presieduto dal sindaco Gianmassimo De Pace votò un ordine del giorno che esprimeva la preoccupazione per i numerosi voli giornalieri che, a bassa quota, causavano disagio e malessere all'intera cittadinanza.

Il 3 aprile dello stesso anno il primo cittadino aveva scritto al consiglio d'istituto della scuola media Leonardo Da Vinci e ai medici per far sapere di un incontro avuto con i responsabili del Consorzio aeroporto e delle compagnie Alitalia ed Ati che si erano impegnati a cercare soluzioni per limitare i disagi. Rassicurazioni che non erano state ritenute sufficienti, tanto che De Pace aveva chiesto delle evidenze scritte ad insegnanti e medici. Poi nacque un comitato di cittadini che si battè strenuamente.

Si arrivò persino a misurare, con appositi apparecchi, il grado di inquinamento acustico prodotto dai velivoli impegnati in un continuo, estenuante circuito sui cieli della Bisiacaria. Una battaglia che durò ancora negli anni seguenti, protagonisti i sindaco Enzo Novelli e Livio Furlan. La gente si preoccupava, si chiedeva che cosa avrebbe potuto accadere se uno di questi velivoli dovesse precipitare su un’area, come la nostra, densamente abitata. Nel 2005 la gente non si limitò a protestare. Alessandro Visintin, Giovanni Pella, Romildo Belletti e Duilio Petean, rappresentanti del “Comitato contro i voli di addestramento”, presero carta e penna e scrissero al sindaco Livio Furlan. Chiedendo, in primo luogo, che l’amministrazione comunale si attivasse perchè venissero fatti rispettare i termini dell’intesa già sottoscritta nel marzo del 2001.

Quella che prevedeva, tra l’altro, la sospensione di ogni attività addestrativa, nei mesi estivi, dalle 13.30 alle 16.30. Pochi giorni prima impegnato in quest'operazione fu un Md11 di Alitalia, aereo utilizzato per il lungo raggio, che per molte ore aveva circuitato sui tetti della Bisiacaria, utilizzando però rotte che hanno privilegiato il mare e le zone meno abitate. Un passato che, almeno in questo caso, sembra non tornare. —

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