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Allarme virus nei giovani: in Fvg un positivo su quattro è nella fascia 0 -19 anni

Impennata di contagi in età scolastica due settimane dopo la ripresa delle lezioni. In crescita anche i casi tra gli under 24: 286 ogni 100 mila abitanti a fine febbraio

TRIESTE Massimiliano Fedriga ha chiesto «l’ultimo sforzo» ai cittadini e anche agli studenti, costretti una volta ancora alle lezioni a distanza. La Dad è un peso per tutti, ma il presidente della Regione, numeri alla mano, la considera la sola risposta possibile all’incremento dei contagi in età scolastica. Una rielaborazione di dati da parte della task force regionale evidenzia infatti come un positivo su quattro, alla fine del mese di febbraio, appartiene alla fascia compresa fra 0 e 19 anni.

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«I più numerosi focolai sono quelli familiari – spiega il vicepresidente Riccardo Riccardi –, ma l’incidenza sulla popolazione giovanile che a febbraio ha frequentato gli istituti scolastici è molto alta». Al 24,6% di infezioni alla voce «scuola» si arriva con l’impennata del mese del ritorno alle lezioni in presenze alle superiori. Se infatti a fine gennaio si viaggiava attorno al 10%, nelle prime due settimane di febbraio i casi sono raddoppiati (si passa dal 12,1% al 23,5%). Segue una frenata nella terza settimana (21,5%) prima di un’ulteriore crescita al 28 febbraio.



Ma c’è anche un’altra statistica nella quale rientrano non pochi giovani, ed è quella dei focolai tra gli «amici», con percentuali attorno al 20% del totale delle infezioni extra-familiari. La Regione non ha messo sotto accusa il modello della scuola in presenza, l’organizzazione gestita dai prèsidi e nemmeno il piano mobilità che ha ampliato le misure anti-Covid dei trasporti. Ma, come già all’inizio dell’anno scolastico lo scorso settembre, ha verificato che gli under 19 si contagiano molto di più nei periodi in cui vanno in aula.



E lo stesso accade per l’età universitaria (19-24), che sempre a fine febbraio evidenziava il valore più alto di tutta la popolazione con 286 casi settimanali ogni 100.000. Dalla terza alla quarta settimana sono in crescita anche le fasce 3-5 anni (da 98 a 150 ogni 100.000) e 14-18 (da 171 a 232).

Scendendo nel dettaglio dei territori, in provincia di Trieste l’incidenza più alta è quella delle fasce di età 19-24 (252 ogni 100.000 il 28 febbraio contro 126 del monitoraggio precedente) e 14-18 (226); a Gorizia, per gli 11-13, si arriva a 302 (da 137 di metà febbraio); a Udine si tocca 338 per i 19-24, 300 per i 14-18 e 293 per gli 11-13.



«In un contesto in cui sono in picchiata, per l’effetto vaccino, i numeri nelle case di riposo e nel sistema sanitario, la tendenza è chiara – osserva ancora Riccardi –. Non ci si contagia necessariamente all’interno delle scuole e delle università, ma è indubbio che quelle fasce d’età esprimono un profilo di rischio più alto».

Pochi giorni fa anche il Veneto ha diffuso una fotografia, informando che da inizio gennaio si sono contati 2.372 studenti e 323 lavoratori della scuola positivi, con oltre 36mila persone in quarantena. Un recente focus dell’Istituto superiore della sanità fa inoltre sapere che per gli under 20 il mese di novembre ha segnato il picco dei ricoveri in terapia intensiva (53), con discesa a dicembre (25) e gennaio (21).

La buona notizia è che i giovani sviluppano assai raramente la malattia in forma grave. Attualmente non risultano ricoveri di under 19 negli ospedali del Friuli Venezia Giulia e gli esperti assicurano che la situazione non è mutata, quanto ai sintomi, con le varianti del virus. «Ci sono più contagiati, ma i sintomatici under 14 sono pochissimi – conferma il pediatra triestino Andrea De Manzini –. Previsioni? Non se ne possono fare, in assenza di certezze. Non c’è però motivo di pensare che il Covid-19 possa diventare più pericoloso per i bambini».

«I sintomi sono quelli noti – dice anche il segretario regionale dei pediatri Paolo Lubrano – e sono banali per la stragrande maggioranza degli under 14». Ci si contagia in classe? «No, ci si contagia all’esterno. E non è escluso purtroppo - così Lubrano - che i ragazzi si assembrino anche nelle settimane di Dad». —


 

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