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Visite, spostamenti, caffè e attività fisica: ecco le sei norme da considerare in zona arancione

Passeggiate, negozi in centro, aperitivi, pranzi e seconde case fra i temi analizzati in questo approfondimento

TRIESTE Da lunedì 8 marzo tutte le province del Friuli Venezia Giulia diventano zona arancione. Ecco un po' di regole da tenere in considerazione per almeno due settimane: 

Stop a colazioni, aperitivi e pranzi

Il cambiamento più importante legato al passaggio del Friuli Venezia Giulia da zona gialla a zona arancione interessa l’attività di bar, ristoranti e locali. Stop infatti a colazioni al bancone, pranzi più o meno veloci in trattoria e aperitivi al tavolo a metà pomeriggio: i pubblici esercizi potranno effettuare solo servizio da asporto o consegne a domicilio. L’ultimo Dpcm del governo, peraltro, allunga fino alle 22 l’orario di asporto anche per enoteche e negozi al dettaglio di bevande. Per evitare però che questa possibilità finisca per alimentare una specie di movida “fai da te”, viene confermato il divieto di consumare bevande nelle vicinanze dell’esercizio. Lo stop alla somministrazione di cibi e bibite all’interno dei locali scatta ovviamente già da oggi nelle zone arancioni di Gorizia e Udine mentre Trieste e Pordenone avranno a disposizione un ultimo week end di libertà.

Alberghi, residence e seconde case

Gli hotel e le altre strutture ricettive di ogni genere potranno continuare a restare aperti per ospitare i clienti che possono raggiungerli. È il caso di persone in viaggio di lavoro, e pertanto autorizzate a spostarsi. Non consentiti invece i pernottamenti per motivi di turismo. I bar e i ristoranti all’interno degli alberghi hanno facoltà di funzionare, ma solo per chi alloggia nella struttura ricettiva. Le poche persone che oggi possono spostarsi all’estero e tornano da un paese straniero dovranno esibire l’esito negativo di un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti. Chi rientra da Austria, Brasile, Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda deve non solo effettuare il tampone secondo i tempi indicati, ma mettersi anche in quarantena fiduciaria per 14 giorni. Quanto alle seconde case, ci si può andare a patto che siano all’interno del Fvg. Non ci si può portare amici e parenti. 

Nessun vincolo per i negozi in centro

Il passaggio in zona arancione non comporta restrizioni per l’attività dei negozi che restano aperti con orario normale. Fanno eccezione quelli inseriti nei centri commerciali, obbligati a rimanere chiusi nei festivi e prefestivi. Negli stessi centri commerciali potranno lavorare invece farmacie, parafarmacie, lavanderie, punti vendita di generi alimentari, prodotti agricoli, tabacchi, librerie ed edicole. Restano aperti parrucchieri, barbieri e centri estetici, la cui chiusura è stabilita solo per le zone rosse. In zona arancione è lecito lo spostamento in altro comune solo per acquistare beni non disponibili nel proprio. Da lunedì stop anche a visite nei musei e nei poli culturali: le norme prevedono che possano aprire i cancelli soltanto in zona gialle e solo nei giorni feriali. Ancora chiusi anche cinema, teatri e club musicali per i quali l’ultimo Dpcm immagina la riapertura dal 27 marzo. A patto però di tornare in giallo. 


Sì alle passeggiate, no alla palestra

All’interno delle zone arancioni, così com’era anche nelle zone gialle, sono vietate tutte le attività di palestre, piscine, centri benessere e termali. Sono consentite invece passeggiate, attività sportiva di base e attività motoria in genere, tanto all’interno di centri sportivi autorizzati, quanto in luoghi pubblici all’aperto e sufficientemente isolati per evitare assembramenti. In zona arancione, sport e attività motoria sono ammessi solo all’interno dei confini del proprio comune, senza dunque la possibilità di uscire dai confini municipali. Non si possono svolgere gare, competizioni e le attività connesse ai diversi sport di contatto di carattere amatoriale. Per gli altri sport e per gli allenamenti di squadra svolti in forma individuale all’aperto, le regole impongono sempre il rispetto delle norme sul distanziamento, che in caso di attività fisica e motoria prevedono i due metri di sicurezza. Niente pubblico alle competizioni professionistiche. 


Niente visite a casa di amici lontani

Anche in zona arancione resta in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5. Durante il giorno, invece, ci si potrà muovere anche per far visita ad amici e parenti, ma non più di una volta al giorno. E c’è anche la raccomandazione di evitare visite e contatti se non per ragioni strettamente necessarie e urgenti. La visita potrà essere effettuata al massimo da due persone esterne al nucleo familiare che vive nell’abitazione. Non rientrano nel conteggio i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti. A chi vive in un Comune che ha fino a 5.000 abitanti è comunque consentito spostarsi, tra le 5 e le 22, entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi eventualmente anche in un’altra Regione o Provincia autonoma), anche per le visite ad amici o parenti nelle modalità già descritte, con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di provincia.


Gli spostamenti da un paese all’altro

La zona arancione limita gli spostamenti consentiti. Ci si potrà muovere al di fuori dei propri confini provinciali solo per motivi di lavoro, necessità ed urgenza. Tra questi non rientrano quindi né le gite turistiche né i pomeriggi di shopping né, infine, gli spostamenti per camminare in collina o passeggiare sul lungomare. Anche gli spostamenti autorizzati devono avvenire osservando alcune regole. In auto si può viaggiare con la mascherina solo se si è da soli o soltanto con conviventi a bordo. Sono comunque consentiti gli spostamenti tra i piccoli paesi, vale a dire i comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per una distanza non superiore a trenta chilometri dai relativi confini (ma non verso i comuni capoluogo). Se, per coprire questi tragitti consentiti, ci si sposta all’aperto, è obbligatorio indossare la mascherina. 

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