Vaccini anti-Covid, forniture scarse e personale insufficiente: la Regione Fvg chiede rinforzi al commissario

Appello ad accelerare la campagna vaccinale. In stand by l’intesa con i medici: 10 mila infermieri pronti a dare supporto 

TRIESTE Il rischio da evitare a tutti i costi è quello di ritrovarsi nelle prossime settimane ad avere i vaccini, ma non il personale per somministrarli. L’allarme è stato lanciato dal vicegovernatore con deleghe a Salute e protezione civile Riccardo Riccardi durante la riunione del Comitato operativo della Protezione civile nazionale alla presenza del capo dipartimento Fabrizio Curcio e del nuovo commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, che ha preso il posto di Domenico Arcuri.


Durante l’incontro in videoconferenza è stato fatto il punto sulla campagna vaccinale ed è emersa in particolare la problematica del personale abilitato a effettuare le iniezioni in vista di ulteriori forniture: Figluolo già venerdì aveva parlato di oltre 7 milioni di dosi che dovrebbero arrivare in Italia entro fine marzo e all’orizzonte si profila anche la possibilità di utilizzare l’atteso vaccino monodose Johnson&Johnson. Nel suo intervento il vicegovernatore ha premesso che il problema, con l’auspicato decollo della campagna vaccinale, sarà quello di dover fare affidamento su un sistema sanitario già stressato dal boom dei contagi e dall’impegno su tracciamenti e isolamenti: da qui l’esigenza di avere un numero adeguato di professionisti.



Riccardi ha sottolineato che «l’abilitazione alle somministrazioni rappresenta un passaggio cruciale per garantire una gestione rapida ed efficiente della campagna», e non ha nascosto la preoccupazione: «Viste alcune regole di stampo medioevale vigenti sulla materia, introdurre dei cambiamenti per il Governo non sarà semplice». Per aprile, intanto, è stato confermato l’invio di un quantitativo minimo di vaccini che sarà pari a quelli di marzo (circa 110 mila dosi), ma con la prospettiva di un ulteriore aumento.



Intanto si candidano a offrire il proprio apporto alla campagna vaccinale gli infermieri. I presidenti degli Ordini delle professioni infermieristiche del Fvg hanno garantito al governatore, Massimiliano Fedriga, e a Riccardi la disponibilità di buona parte dei 10 mila infermieri iscritti in regione.

A fronte di questo impegno chiedono il pagamento delle ore straordinarie o un forfait minimo. Detta così sembra facile, in realtà la Regione deve siglare un accordo che consenta di superare il vincolo di esclusività che vieta agli infermieri di lavorare al di fuori della loro Azienda. La proposta è stata avanzata dai presidenti degli Ordini regionali Gloria Giuricin (Gorizia), Cristina Brandolin (Trieste) Stefano Giglio (Udine), e Ylenia Doimo (Pordenone). «La Regione non può modificare le norme» spiega Riccardi secondo il quale gli infermieri si possono utilizzare nella realizzazione di specifici progetti.



Infine, sulla questione del coinvolgimento dei medici di base nella vaccinazione intervengono le organizzazioni sindacali della dirigenza medica Anaao Assomed e Aaroi Emac Fvg : «L’impegno prioritario della Regione – si legge in una nota – deve essere quello di intensificare la campagna, non di perdere tempo a discutere di compensi. Ribadiamo la disponibilità massima dei medici ospedalieri a mettersi ulteriormente a disposizione per favorire in tutti i contesti possibili la campagna». 




 

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