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Transfrontalieri, ai valichi minori tanti automobilisti diretti a fare benzina

E a rabuiese è ancora in piedi la tensostruttura

Luigi Putignano
1 minuto di lettura
Il valico di Cerej come si presentava ieri mattina, venerdì 5 marzo 

TRIESTE A pochi giorni dalle prossime più stringenti misure che la Slovenia metterà in campo ai confini con il Fvg, i valichi a sud di Trieste presentano le stesse caratteristiche che li caratterizzano ormai da diversi mesi.

I valichi minori, a oggi, non sono presidiati e un via vai, seppur discreto, di auto slovene e italiane avviene comunque. Ieri nel primo pomeriggio erano numerosi gli italiani presenti alla stazione di servizio Omv al confine dopo Lazzaretto, intenti a fare il pieno. Trasgredendo. Nessuno dei presenti ha voluto rilasciare una dichiarazione, e c'era da aspettarselo. Da lunedì Lazzaretto/San Bartolomeo potrebbe rientrare tra i valichi presidiati. Di controlli di polizia da ambo le parti nemmeno l'ombra. Stessa situazione di calma piatta, quasi irreale, ai valichi posti sui cosiddetti "monti" di Muggia: al valico di seconda categoria di Cerej a cui si giunge da Muggia attraverso i tornanti di via per Crevatini, tutto è apparso molto tranquillo, con qualche sporadica auto che indisturbata oltrepassava un confine che durante lo scorso lockdown era riapparso sotto forma di jersey o massi squadrati e che ora potrebbe rimaterializzarsi. Nessuna delle persone incontrate vuole commentare. «Di questi tempi non si sa mai», dicono sotto voce.

Al valico di Rabuiese arriva la prima sorpresa negativa, e non perché qualcosa è cambiato rispetto ai mesi scorsi, tutt'altro. La tensostruttura lì da quasi un anno, montata a cavallo della carreggiata in direzione della vicina repubblica è ancora lì, così come presenti sul posto sono il gabbiotto del posto di controllo e l'immancabile "policija" che verifica i documenti come sempre. —

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