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Tutta la Regione Fvg verso la stretta arancione: da lunedì anche a Trieste sarà vietato uscire dal comune

Sabato la partenza anticipata della stretta nei territori dell’Isontino e del Friuli. Prosegue la corsa dei contagi: ieri altri 823 casi. Fedriga: «Aumento vertiginoso» 

TRIESTE Stavolta Massimiliano Fedriga l’ha saputo nel primo pomeriggio, in via informale, dal ministro della Salute Roberto Speranza: il Friuli Venezia Giulia rientra nella zona arancione dall’8 marzo. Si è così almeno guadagnata qualche ora rispetto al solito per informare i cittadini e soprattutto le attività economiche visto che da lunedì, pure nelle province di Trieste e Pordenone, bar e ristoranti si dovranno limitare una volta ancora ad asporto e consegne a domicilio, mentre i residenti potranno uscire dal comune in cui abitano solo per motivi di lavoro, salute o stretta necessità.



Da oggi, come da ordinanza del presidente della Regione, l’arancione è il colore dei territori di Gorizia e di Udine, i più colpiti dal contagio. Ma se l’Rt, stando al monitoraggio nazionale su dati di febbraio ormai superati è inferiore all’1 (0,92), l’aumento «vertiginoso» dei casi, spiega Fedriga, «ci fa passare a rischio alto». E dunque da dopodomani e per almeno due settimane, l’intero Fvg sarà in arancione, e pure rafforzato con la didattica a distanza al 100% per scuole medie e superiori, oltre che per l’università.



La task force regionale guidata dal professore Fabio Barbone era preparata al cambio di fascia. I numeri erano in netta risalita già la scorsa settimana, con un conseguente aumento degli ospedalizzati, parametro chiave per definire i colori delle regioni. Fedriga, non a caso, si era mosso in anticipo su Gorizia e Udine e pure sulle scuole. «Una decisione corretta, con fondamenti scientifici e preventivi», è l’ulteriore commento sull’ordinanza firmata il 3 marzo. Ma, aggiunge il presidente, siamo davvero al limite: «Non possiamo continuare a chiedere sacrifici alla gente, né ipotizzare di trovarci a settembre, dopo il rientro dalle vacanze estive, nella stessa situazione: a quel punto il Fvg non starebbe più a queste regole».



Le cose intanto non migliorano. Gli 823 nuovi positivi di giornata (575 da tampone molecolare su 6.896, 8,34%, 248 da test antigenico su 3.234, 7,67%) sono il valore più alto dal 16 gennaio. L’incidenza sul totale dei controlli (10.130) è del 8,12%, quella più significativa su chi è stato sottoposto per la prima volta al tampone è del 20,30%. Ad aver contratto il virus da inizio pandemia sono state 79.622 persone, di cui 37.069 in provincia di Udine (+524), 17.109 a Pordenone (+64), 15.083 a Trieste (+96), 9.448 a Gorizia (+129) e 913 di fuori regione (+10). Sulle 24 ore risultano positivi sei dipendenti del Ssr, due anziani e due operatori delle case di riposo. Tutte in salita le incidenze dei casi settimanali ogni 100.000 abitanti: 300 in Fvg (il quinto dato più alto dopo quelli di Emilia Romagna, Trento, Marche e Bolzano), 444 a Udine, 353 a Gorizia, 173 a Trieste, 118 a Pordenone. Con altri 12 decessi sono morte in Fvg con diagnosi Covid 2.888 persone: 1.451 a Udine (+10), 646 a Trieste (+2), 598 a Pordenone e 193 a Gorizia. Le terapie intensive occupate sono 64 (+1), i posti letto in area medica 396 (+4). Gli attualmente positivi sono 11.393 (+453), i totalmente guariti 63.200 (+321), i clinicamente guariti 2.141 (+37), gli isolamenti 10.933 (+448).



Ieri è stato anche fatto il punto della situazione sul piano vaccinale. «Ho potuto notare un forte cambio di passo nelle intenzioni per l'approvvigionamento dei vaccini e la strategia vaccinale, con la richiesta all’Iss per utilizzare AstraZeneca per gli over 65: uno step fondamentale, in quanto è il vaccino logisticamente più facile da gestire, e da marzo e nel secondo trimestre dell'anno saranno disponibili più dosi», la sintesi di Fedriga dopo il confronto delle Regioni con i volti nuovi della Protezione civile Fabrizio Curcio e dell’emergenza, il commissario Paolo Figliuolo. Acquistare lo Sputnik? «Teniamo la visione aperta a tutto campo».

Il presidente ha poi rimarcato il nodo del personale: «Va ampliata la possibilità di estendere l'autorizzazione alla somministrazione anche ad altre categorie: penso ai farmacisti, ma non solo». E lanciato una proposta: «Iniziare una campagna massiva che riguardi prima di tutto gli over 65 e le persone affette da pluripatologie, indipendentemente dal lavoro che svolgono, in modo da mettere in sicurezza la fascia più fragile della popolazione». —


 

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