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Smantellata la rete di passeur con base a Trieste

La Digos, supportata dal Servizio per il contrasto all’estremismo e terrorismo Esterno, ha arrestato sette trafficanti, di cui due presi all’estero

TRIESTE Un’altra spallata all’organizzazione di passeur radicata a Trieste. La Digos, supportata dal Servizio per il contrasto all’estremismo e terrorismo Esterno, ha arrestato sette trafficanti, di cui due presi all’estero. Cinque sono ora in carcere, due ai domiciliari. Si tratta di iracheni di etnia curda specializzati nel transito di migranti originari dell’area siro-irachena, diretti in varie zone d’Europa e che facevano tappa a Trieste. Uno degli indagati, un trentenne residente a Trieste (M.F.S. le sue iniziali, arrestato in Germania grazie a un mandato emesso dall’autorità giudiziaria triestina), aveva contatti con il ventiduenne siriano Ahmed Hassan, alias Aziz Aljaf, responsabile dell’attentato terroristico del 15 settembre 2017 a Londra. Lo straniero aveva fatto esplodere un ordigno a bordo di un vagone della metropolitana nei pressi della stazione “Parson Green”. L’attentato fu successivamente rivendicato dall’Isis.

Il collegamento tra il trentenne iracheno residente a Trieste e il siriano aveva fatto scattare un’indagine su una sospetta ramificazione terroristica in città, rivelatasi poi infondata. Di qui il coinvolgimento della Digos. Ma nel corso dell’indagine, diretta dal pm Massimo De Bortoli della Dda di Trieste, gli investigatori hanno scoperto altro: un’organizzazione di trafficanti di esseri umani. Il capoluogo del Fvg, porta della rotta balcanica, faceva dunque da base logistica per i passeur e i loro complici. A Trieste fornivano appoggi e documenti falsi. L’inchiesta ha ricostruito decine e decine di episodi di ingressi clandestini e flussi di denaro. Gli agenti hanno messo a segno una serie di perquisizioni in varie città del Nord. Tra cui, appunto, Trieste: in un video diffuso dalla Questura si vede un intervento della Polizia in un kebab di via Milano. L’inchiesta è estesa a un’altra decina di indagati che gli investigatori stanno tentando di catturare all’estero. Come emerso nei giorni scorsi, è stata perquisita anche l’abitazione del vice presidente dell’associazione umanitaria Linea d’Ombra Odv, Gian Andrea Franchi, indagato per concorso in favoreggiamento all’immigrazione clandestina.


L’operazione ha innescato reazioni politiche. «Ottimo il lavoro della Digos che ha scoperto assieme ai servizi di intelligence un odioso traffico di esseri umani», il commento della senatrice Tatjana Rojc (Pd). Così Claudio Giacomelli, segretario provinciale di Fdi. «Non si può più far finta di niente e voltare la testa dall’altra parte. O peggio rendersi inconsapevolmente conniventi con reati gravissimi». Gli ha fatto eco in serata l’assessore regionale alla Sicurezza e segretario provinciale della Lega Pierpaolo Roberti, che sottolinea «la necessità di fare luce» tra passeur e terrorismo: «Anche se nessuno dei soggetti arrestati pare aver commesso reati inerenti il terrorismo, l’esistenza di legami tra i trafficanti di esseri umani e i terroristi è ormai accertata». —


 

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