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Martina è la prima presidente donna al Circolo della Vela di Muggia: «Torno alle mie radici»

Parla Jelovcich, 32 anni, studi incrociati fra psicologia e diritto: «Mi piacciono le sfide, grazie ai miei genitori l’ambiente è familiare»

2 minuti di lettura
Martina Jelovcich nella sede del club di cui è presidente. Francesco Bruni 

MUGGIA È una muggesana doc che strizza l’occhio al mondo la nuova presidente del Cdvm, il Circolo della Vela Muggia. La trentaduenne Martina Jelovcich è la prima presidente donna nella storia del sodalizio rivierasco: eletta a fine febbraio alla testa di una compagine direttiva molto giovane, ha vissuto negli ultimi anni con la valigia in mano ed è questa dinamica esperienza che lei vuole portare all’interno di un circolo che affonda le proprie radici nell’immediato secondo dopoguerra e svolge un ruolo centrale all’interno del tessuto associativo e sociale muggesano.

Il suo è un curriculum ricco e variegato che ha incrociato la vela in più occasioni, sebbene non a livello sportivo.

«Dopo il diploma all’Oberdan mi sono laureata in Giurisprudenza nel 2013. Avevo il pallino del settore investigativo, ma per entrare in Polizia avrei dovuto sottopormi a un’operazione agli occhi per migliorare la vista. Nel frattempo ho vinto un dottorato e dal diritto penale sono passata alla procedura con una tesi a cavallo tra la psicologia e il diritto, incentrata sulle tecniche sviluppate nelle neuroscienze per valutare l’attendibilità dichiarativa».

Un po’ come la serie “Lie to me”?

«Il mondo anglosassone è molto avanti sulla analisi comportamentale non verbale e sulle microespressioni facciali. Per questo sono stata sette mesi a Portsmouth, al Dipartimento di Psicologia. È stata una grande soddisfazione vedere questo lavoro prima premiato e poi pubblicato».

Come ha messo a frutto quest’esperienza?

«Finito il dottorato ho iniziato a lavorare per la Barcola Grignano, grazie anche al fatto che Mitja Gialuz era stato il relatore della mia tesi. Ho imparato a gestire la segreteria e il back office di un grande evento come Barcolana e così mi sono riavvicinata al mondo dei circoli nautici con un approccio diverso. Ho sempre frequentato il Cdvm grazie ai miei genitori, ho collaborato alla realizzazione delle regate e oggi mi sento più attrezzata per affrontare il triennio di presidenza».

Lasciata Barcolana, si è dedicata a un mondo molto diverso.

«Mi piace affrontare sempre sfide nuove, proprio come quella che mi accingo a vivere con una squadra che mi riempie d’orgoglio. Ora lavoro in Gpq, un’azienda che produce e commercializza prodotti e dispositivi medici nel campo della medicina estetica, occupandomi del settore commerciale estero per Stati Uniti ed Europa. La pandemia ha bloccato i miei viaggi e così è stato più facile accettare la chiamata del circolo»

L’impegno nel mondo dello sport è un affare di famiglia.

«Mio nonno materno Giovanni è stato calciatore professionista, la zia Lucia Pierobon è stata uno dei primi preparatori atletici donna della Triestina e mia mamma pare sia stata la prima dirigente “rosa” del Cdvm. Un fatto che ho scoperto solo di recente e che ha rafforzato la mia scelta di impegnarmi a Muggia. Per me è un ritorno alle radici».

Che cosa porterà al Cdvm?

«Certamente il mio metodo di lavoro, ma per la prima volta non sono sola. Molte sfide del passato le ho fatte per me, oggi invece sono la portavoce di un gruppo coeso, che mette insieme l’esperienza di chi ha già fatto parte di direttivi del passato e la voglia di rinnovare di chi si misura per la prima volta con un ruolo dirigenziale. Il primo banco di prova sarà la Settimana internazionale dei Tre Golfi e vista la situazione generale sarà un impegno non da poco».—




 

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