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La guida alle nuove norme anti- Covid: ecco cosa si può fare e cosa no in Italia e in regione

Difficile districarsi fra tutte le regole previste e da Roma e dall'ordinanza regionale. Qui i punti in sintesi

Spostamenti. Da Trieste si può andare a Pordenone, non a Sauris

Tutti gli spostamenti all’aperto devono avvenire indossando obbligatoriamente la mascherina. In auto si viaggia senza mascherina se si è da soli o soltanto con conviventi a bordo. Il Dpcm prevede fino al 27 marzo il divieto di spostamento fra regioni, salvo comprovate esigenze di lavoro, necessità o salute. È permesso però il ritorno al proprio comune di residenza o domicilio.
Da sabato 6 marzo, all’interno del Fvg, sarà proibito spostarsi da e verso le province arancioni di Gorizia e Udine, salvo comprovate esigenze. Nell’Isontino e in Friuli sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a cinquemila abitanti e per una distanza non superiore a trenta chilometri dai relativi confini (ma non verso i comuni capoluogo). È ammesso lo spostamento da una zona gialla a un’altra, anche se comporta il transito in un’area arancione. Un triestino potrà recarsi nella Destra Tagliamento, passando per i territori di Gorizia e Udine, ma non a Grado, posta in area arancione. —


Messe, matrimoni e manifestazioni. Cerimonie sempre possibili ma con limiti di capienza

Le funzioni religiose si possono svolgere in zona gialla e arancione, nel rispetto dei protocolli specifici sottoscritti dal governo con le diverse confessioni. In tutti i casi va rispettata la distanza interpersonale di un metro fra i presenti ed evitata ogni forma di assembramento.
Battesimi, matrimoni e funerali sono permessi al pari di tutte le altre cerimonie civili e religiose, purché nel rispetto delle misure di prevenzione per il contenimento dei contagi: distanza di almeno un metro, utilizzo obbligatorio della mascherina e riempimento dello spazio a seconda della capienza massima del luogo. Resta però il divieto di festeggiare in ristoranti, agriturismi e private abitazioni, dove valgono le regole consuete e cioè il divieto di sedersi al tavolo in più di quattro persone non conviventi e quello di fare visita in altre case in più di due.
Lo svolgimento di pubbliche manifestazioni è ammesso, ma soltanto in forma statica e sempre nel rispetto dell’utilizzo della mascherina e del distanziamento sociale. —


Attività commerciali, teatri e musei. Aperti negozi ed estetisti. Cinema e palchi sperano

I negozi sono aperti con orario normale sia in zona gialla che in zona arancione. Nei festivi e prefestivi (quindi anche sabato e domenica) sono chiusi gli esercizi commerciali presenti in centri commerciali e strutture assimilabili, con l’eccezione di farmacie, parafarmacie, lavanderie, punti vendita di generi alimentari, prodotti agricoli, tabacchi, librerie ed edicole.
Restano aperti parrucchieri, barbieri e centri estetici, la cui chiusura è stabilita solo per le zone rosse. In zona arancione è lecito lo spostamento in altro comune solo per acquistare beni non disponibili nel proprio.
Cinema, teatri e club musicali resteranno chiusi nelle prossime settimane, ma il Dpcm ne prevede la riapertura dal 27 marzo nelle zone gialle, con obbligo di posto a sedere preassegnato e capienza ridotta a un posto ogni quattro e un massimo di 200 spettatori per sala (il limite si alza a 400 per spettacoli all’aperto). Solo in zona gialla i musei sono aperti da lunedì a venerdì, ma dal 27 marzo lavoreranno anche nel weekend e nei festivi con ingresso prenotato in anticipo. —

Alberghi, viaggi e seconde abitazioni. Si può dormire in hotel e andare nella casa vacanza

Gli hotel e le altre strutture ricettive di ogni genere potranno continuare a restare aperti per ospitare i clienti che possono raggiungerli, rimanendo all’interno della zona gialla o perché autorizzati a spostarsi per ragioni di lavoro o di altra necessità. I bar e i ristoranti all’interno degli alberghi hanno facoltà di funzionare, ma mettendosi a disposizione dei soli clienti che alloggiano nella struttura ricettiva.
Le poche persone che oggi possono spostarsi all’estero e tornano da un viaggio in un paese straniero dovranno certificare di essersi sottoposte a tampone nelle 48 ore precedenti e di aver ottenuto esito negativo. Chi rientra da Austria, Brasile, Stati Uniti, Regno Unito e Irlanda deve non solo effettuare il tampone secondo i tempi indicati, ma mettersi anche in quarantena fiduciaria per 14 giorni.
L’arrivo delle zone arancioni non muta il quadro per l’uso delle seconde case. L’intero nucleo familiare può andare nelle abitazioni di villeggiatura, sia in zona gialla che arancione, purché siano collocate in Fvg e senza portare amici e parenti. —

Incontri con parenti e amici. A far visita si va solo in due. E sarebbe meglio evitare

In zona gialla ci si può recare dalle 5 alle 22 a trovare amici e parenti. Resta l’obbligo di non prevedere più di una visita al giorno ad altri nuclei familiari. Bisogna tuttavia sottolineare che, tanto il Dpcm nazionale quanto l’ordinanza regionale, raccomandano ad ogni modo di evitare visite e contatti se non per ragioni strettamente necessarie e urgenti.
La visita potrà essere effettuata al massimo da due persone esterne al nucleo familiare che vive nell’abitazione. Non rientrano nel conteggio i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti.
Finché durerà la zona gialla, triestini e pordenonesi potranno muoversi all’interno di tutto il perimetro provinciale o fra i territori delle due province. Per goriziani e udinesi, che da sabato saranno in zona arancione su decisione della Regione, le visite saranno permesse solo all’interno del proprio comune e con i medesimi limiti sul numero di persone. Non è possibile creare assembramenti nelle abitazioni, dove vanno rispettate distanze e uso della mascherina. —

Sport e attività fisica. Ok al moto all’aria aperta se si rispettano i due metri

All’interno delle zone gialle e arancioni, il Dpcm nazionale vieta tutte le attività di palestre, piscine, centri benessere e termali. Sono consentite invece passeggiate, attività sportiva di base e attività motoria in genere, tanto all’interno di centri sportivi autorizzati, quanto in luoghi pubblici all’aperto e sufficientemente isolati per evitare assembramenti.
In zona arancione, sport e attività motoria sono ammessi solo all’interno dei confini del proprio comune, senza dunque la possibilità di uscire dai confini municipali.
In tutte le zone non si possono svolgere gare, competizioni e le attività connesse ai diversi sport di contatto di carattere amatoriale. Per gli altri sport e per gli allenamenti di squadra svolti in forma individuale all’aperto, le regole impongono sempre il rispetto delle norme sul distanziamento, che in caso di attività fisica e motoria in genere prevedono i due metri di sicurezza.
Alle competizioni professionistiche continua a non essere ammessa la presenza di pubblico. —

Scuola e università.  Medie, superiori e atenei tornano alla tele didattica

Con l’ordinanza regionale firmata ieri, la giunta Fedriga ha deciso di tornare a imporre la didattica a distanza al 100% per i ragazzi che frequentano scuole medie, istituti superiori, università e conservatori. Per queste fasce, da lunedì riprenderà dunque la pratica delle lezioni seguite da casa, sia che si tratti di realtà pubbliche che nel caso di enti paritari. Il provvedimento sarà in vigore fino a sabato 20 marzo. Resta invece immutata, tantonelle zone gialle quanto in quelle arancioni, la scuola in presenza per asili nido, materne ed elementari.
L’ordinanza prevede la possibilità di seguire attività in presenza nel caso sia necessario l’utilizzo di laboratori, mentre sono stabilite deroghe che consentono la didattica in presenza ad alunni con bisogni educativi speciali, disabilità o non in possesso di strumenti informatici. La Regione ha attivato comunque da tempo canali di finanziamento per sostenere le scuole nell’acquisto di computer e tablet da offrire agli studenti che ne avessero bisogno. —


Bar e ristoranti. Caffè al tavolo per i triestini. Udine soltanto per asporto

Le attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie e pasticcerie sono consentite in zona gialla dalle 5 alle 18. Da quell’ora in poi, la possibilità di asporto è ammessa fino alle 22 solo nei ristoranti. L’ultimo Dpcm allunga l’orario di asporto alle 22 anche per enoteche e negozi al dettaglio di bevande, ma resta sempre proibito il consumo nelle vicinanze dell’esercizio. Ovunque sono ammesse le ordinazioni a domicilio.
Al tavolo ci si potrà sedere al massimo in quattro. La mascherina può essere tolta una volta seduti, ma va indossata per gli spostamenti all’interno dell’esercizio. L’ordinanza regionale aggiunge alla norma nazionale l’obbligo di consumo al tavolo dalle 11 di mattina. Finché resterà confermata la zona gialla, a Trieste e Pordenone si potrà dunque continuare a bere il caffè nei locali o andare a pranzo. Nelle zone arancioni di Gorizia e Udine questa possibilità verrà meno invece da sabato. I servizi di ristorazione devono esporre all’ingresso un cartello indicando il numero massimo di persone ammesse nel locale. —

 

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