L'eurodeputato istriano Flego torna a processo per abuso d’ufficio. L'Ue decide

L’europarlamentare Valter Flego, esponente della Dieta democratica istriana

Nuovi guai giudiziari per il politico. A giorni la decisione del Parlamento Ue sulla revoca della sua indennità

POla Guai giudiziari in vista per l’europarlamentare istriano Valter Flego. L’accusa da cui dovrà difendersi è quella di abuso di poteri d’ufficio in relazione ad un caso di presunti stipendi “gonfiati”. La stessa ipotesi di reato che lo aveva già visto in passato protagonista di un processo culminato nel 2015 con la sentenza di assoluzione emessa in primo grado dal Tribunale regionale di Fiume. Sentenza, però, ora annullata di recente dalla Corte suprema della Croazia.

Processo tutto da rifare, dunque, tanto che la Corte aveva chiesto al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, di mettere all’ordine del giorno la revoca dell'immunità parlamentare di Flego, sulla quale si deciderà in settimana, e su cui peraltro nei giorni scorsi aveva dato parere favorevole la Commissione giuridica del Parlamento Ue, per cui la revoca appare pressochè scontata.


La vicenda risale al periodo tra il 2010 e il 2030 quando Flgo era sindaco di Pinguente. Proprio in quel ruolo, secondo l’accusa, avrebbe illecitamente aumentato il suo stipendio e quello di alcuni collaboratori, provocando un danno al bilancio comunale di 73.000 euro. Un’aperta violazione, sempre secondo l’accusa, della nuova Legge restrittiva sugli stipendi nelle autonomie locali che definiva nel dettaglio le modalità di calcolo degli importi: in pratica Flego avrebbe fatto approvare un regolamento sull’operato della giunta di Pinguente con il quale si procedeva alla correzione degli stipendi, violanodo la legge. La sua paga base, dunque, veniva aumentata del 5%, come gratifica per un master conseguito in Scienze, e di un ulteriore 15% a titolo di rimborso spese per la partecipazione a non meglio precisati «avvenimenti protocollari». Per questa seconda voce, era stato rivisto all’insù del 15% anche lo stipendio del vicesindaco e del 10% quello di altri collaboratori.

La Procura, però, non era riuscita a provare le accuse tanto che alla fine il giudice Sasa Cvijetic - pur sostenendo nella sentenza di ritenere «che Flego avesse incaricato i legali del municipio di definire un nuovo regolamento sull’operato dell’amministrazione cittadina per farsi risarcire delle ore straordinarie e del lavoro extra che altrimenti non sarebbero stati più pagati», alla fine aveva deciso per l’assoluzione.

Quel processo però, sostiene adesso la Corte suprema, presentava diverse lacune ed altrettante omissioni: di lì la decisione di invalidare l’assoluzione. La riapertura della partita giudiziaria ha offerto il destro a Danijel Feric, candidato socialdemocratico alla presidenza della Regione istriana alle elezioni locali del 16 maggio prossimo, per attaccare lo schieramento rivale, cioè la Dieta democratica istriana, cui Flego appartiene. «Solo a due europarlamentari della Croazia finora è stata revocata l'immunità - afferma -, ed entrambi sono della DDI. Il primo è stato Ivan Jakovcic e ora tocca a Valter Flego. Gli elettori ci pensino al momento di votare». —
 

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