Trieste, 61enne morto al pronto soccorso: le telecamere diranno la verità

I filmati saranno acquisiti dalla Procura per fare luce sul decesso dell’uomo trattenuto in osservazione a Cattinara

TRIESTE L’autopsia, ma anche le immagini delle telecamere installate nei corridoi dell’ospedale. Il fascicolo della Procura di Trieste sul misterioso decesso del sessantenne trovato morto domenica notte al Pronto soccorso, si sviluppa ora su una pista investigativa.

Ci sono poche certezze, però. Quel che si sa è che l’uomo era stato portato al Pronto soccorso a Cattinara da un’ambulanza del 118. Versava in uno stato di pesante alterazione alcolica. Ma all’ospedale ha rifiutato qualsiasi tipo di cura, anche il semplice esame del sangue. Non si reggeva in piedi ed è stato trattenuto in osservazione.


Ore dopo, da quanto risulta a mezzanotte e dieci, la tragica scoperta: un operatore sanitario – un infermiere, stando a quanto si è appreso – si è accorto che il paziente non respirava più. Era morto.

Non è chiaro cosa sia successo con esattezza durante quelle ore, cioè dall’accoglimento alla constatazione del decesso. L’uomo era disteso su una barella, ma un testimone (un medico, secondo le ricostruzioni) sostiene di averlo visto camminare in corridoio e cadere due volte. Ma altri testimoni smentiscono questa versione.

Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza del Pronto soccorso, che la Procura intende acquisire, potrebbero aver ripreso le scene. Sarà così possibile capire se il sessantenne è davvero caduto. E come: ha sbattuto la testa?

Sarà decisivo soprattutto l’esito dell’autopsia, che il pm Matteo Tripani sta per disporre. Solo così sarà possibile stabilire la causa esatta del decesso.

Non si esclude, peraltro, che il sessantenne possa essersi fatto male anche nel corso dei minuti che hanno preceduto l’intervento dell’ambulanza: l’uomo, prima della presa in carico a Cattinara, era stato assistito dal personale del 118 all’esterno del bar “Junior” di via Vergerio. Ed era per terra, come detto, in stato etilico. Fin da subito aveva mantenuto un atteggiamento ostile nei confronti del personale sanitario, rifiutandosi persino di rilasciare le proprie generalità.

Infatti è arrivato a Cattinara come un paziente “n.n.”, cioè “non noto”.

Ma cosa è successo dopo, cioè durante le ore trascorse «in osservazione»? Le immagini delle telecamere, dunque. Quei frame si possono rivelare decisivi per fare luce sull’accaduto. La Procura punta infatti ad accertare se la morte è stata dovuta a una tragica fatalità o a un’eventuale incuria da parte del personale ospedaliero.—


 

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