Lido di Staranzano, spiaggia deturpata da boe e plastica

Accanto ai rami e ai detriti scaricati dalla foce dell’Isonzo a preoccupare è il materiale da pesca con boe e polistirolo

STARANZANO È di nuovo invasa da una valanga di rifiuti la costa che si allunga dal Lido di Staranzano fino a Punta Barene e alla Riserva regionale della Foce Isonzo-Isola della Cona. Accanto a elementi naturali come tronchi, rami e detriti scaricati dall’Isonzo, si aggiungono bottiglie di plastica e vetro. Ma il vero problema riguarda il materiale da pesca quali boe, reti di plastica, cassette e imballaggi di polistirolo, portato a riva dalle mareggiate.

È vero che il 14 marzo è già programmata una pulizia di diverse aree della Riserva, ma si leva un coro di proteste di visitatori a difesa di un’oasi naturalistica di livello internazionale che si presenta con questo brutto biglietto da visita. A far sentire la sua voce è in particolare Alessandro Mazzoli, docente monfalconese di Italiano, Storia e Geografia che insegna in un istituto pordenonese il quale, la scorsa domenica, assieme ad altre persone è andato in visita all’Isola della Cona percorrendo quasi l’intero tratto dell’argine che porta fino a Punta Spigolo. «I temi di natura ambientale – afferma Mazzoli – mi sono cari da tempo. Se un turista italiano o straniero francese, tedesco o sloveno visita questi posti, trovando questo orrendo spettacolo, come parlerebbe della Cona? In primo luogo non tornerebbe più parlandone negativamente con tutti quelli che conosce. Non è accettabile che una delle più belle oasi si trovi in queste condizioni».


Secondo il docente la prevista pulizia è una cosa positiva e meritoria però non basta. «Credo che ci siano problemi di natura strutturale e organizzativa nel senso che per tenere in ordine la Riserva, non si può fare affidamento solo su una pulizia saltuaria. Puntare sull’ottimo lavoro dei volontari – sottolinea – è solo una misura tampone e poco efficace. Tanto più ci vuole personale qualificato per tirare su del materiale come le boe. Al danno alla salute della flora e della fauna, poi, si aggiungono quelli dei cavalli che si trovano a mangiare letteralmente del polistirolo. È un danno d’immagine per la nostra regione».

Una situazione critica anche per il Lido che, ciclicamente, deve bonificare l’area. Intanto alcuni buontemponi, con tronchi e rami, hanno costruito una capanna indiana... —


 

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