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Tamponi rapidi nelle farmacie, Trieste fa da apripista

Svolti i primi test della regione: a offrire il servizio 25 titolari, sette nell’area isontina. Costo 26 euro. Il target: chi deve incontrare persone a rischio o varcare il confine

Piero Tallandini

TRIESTE Trieste apripista in regione per l’avvio dei tamponi rapidi in farmacia: ieri nelle farmacie del capoluogo giuliano i primi test. Sono in tutto 25 coloro che hanno deciso di aderire nel territorio giuliano, ovvero un terzo dei farmacisti in attività, anche se non tutti hanno subito potuto offrire il servizio.

Ci vorranno ancora un po’ di giorni prima di entrare a regime. Intanto è stato risolto il problema principale che era di natura tecnica: il collegamento tra le farmacie e la piat ...

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TRIESTE Trieste apripista in regione per l’avvio dei tamponi rapidi in farmacia: ieri nelle farmacie del capoluogo giuliano i primi test. Sono in tutto 25 coloro che hanno deciso di aderire nel territorio giuliano, ovvero un terzo dei farmacisti in attività, anche se non tutti hanno subito potuto offrire il servizio.

Ci vorranno ancora un po’ di giorni prima di entrare a regime. Intanto è stato risolto il problema principale che era di natura tecnica: il collegamento tra le farmacie e la piattaforma informatica per il tracciamento dei dati. «Alla fine con Insiel è stata trovata una soluzione per consentire un collegamento funzionante e permetterci di cominciare – spiega Marcello Milani, segretario regionale di Federfarma e referente provinciale per Trieste –. Da ricordare infatti che è essenziale notificare nel più breve tempo possibile all’Azienda sanitaria l’esito del test in caso di positività».

Materialmente a eseguire i tamponi sono degli infermieri esterni messi a disposizione da una società del settore, che però non possono bastare per tutte le farmaci. «È chiaro, però, che questo sistema non è il migliore – osserva Milani – perché l’infermiere non può essere presente sempre, ma solo in determinate fasce orarie. Ecco perché sarà fondamentale che, oltre a utilizzare operatori esterni, si possano presto autorizzare e formare gli stessi farmacisti. Una scelta che è stata attuata con successo in Lombardia. In questo modo si riuscirebbe a offrire un servizio migliore perché il farmacista potrebbe eseguire il tampone in qualsiasi momento durante l’orario di apertura. Intanto da noi in questo primo giorno abbiamo eseguito già 8 tamponi».

Più di qualche farmacista ha optato per l’allestimento di un gazebo per ovviare al problema degli spazi interni ridotti. Chi offre il servizio deve infatti mettere a disposizione uno spazio separato dove effettuare i tamponi. Una soluzione che fin dalle scorse settimane era risultata particolarmente gradita tra i farmacisti triestini e il Comune aveva subito provveduto a fissare le linee guida sui requisiti previsti, anche per quanto riguarda l’esenzione della tassa per l’occupazione di suolo pubblico. Sul gazebo – o meglio, un piccolo “container” – ha puntato ad esempio Alessandro Fumaneri per la sua farmacia a Borgo San Sergio: «Già in mattinata avevamo eseguito 5 tamponi. Si tratta sicuramente di un servizio molto richiesto dai cittadini. Penso a chi ha bisogno di un tampone per andare in Slovenia e Croazia o vuole stare tranquillo prima di incontrare persone anziane o a rischio».

Nell’Isontino sono 7 le farmacie che hanno aderito anche se ieri, da quanto ha riferito la referente di Federfarma, Anna Olivetti, il servizio ancora non era partito.

In base a quanto previsto dal protocollo siglato un mese fa tra Regione, Federfarma e Assofarm-Farmacieunite, l’appuntamento deve essere richiesto per telefono o recandosi direttamente in farmacia. Il test viene eseguito con la tecnica del tampone nasale o rinofaringeo. L’esito è disponibile già dopo una trentina di minuti, a differenza del test molecolare. Obbligatorio non avere sintomi e non essere stati in contatto stretto nelle precedenti 48 ore con una persona positiva prima di sottoporsi al tampone. Il costo massimo previsto è di 26 euro. A chi è risultato positivo viene raccomandato di tornare al proprio domicilio, di isolarsi dai conviventi e di contattare il medico curante. —