Covid, in arrivo già nelle prossime ore le nuove restrizioni per il Friuli Venezia Giulia. Riccardi: "In una settimana contagi cresciuti del 57%"

Fedriga e Riccardi durante la conferenza stampa (Silvano)

Per il vicegovernatore si tratta delle "giornate più difficili da quando è iniziata la pandemia"

TRIESTE Ormai è questione di ore. La Regione Fvg è pronta a prendere decisioni in merito a una stretta sulle libertà della zona gialla per arginare il numero di contagi, che sulla spinta delle varianti stanno tornando a galoppare. Il vicegovernatore Riccardo Riccardi, dal tono delle sue parole, ha fatto capire come si sia andando verso un ritorno in zona arancione anche per il Friuli Venezia Giulia.

««Purtroppo stiamo assistendo a un considerevole aumento dei contagi che in una sola settimana hanno registrato una crescita del 57 per cento. Queste sono le giornate più difficili da quando è iniziata la pandemia – ha detto Riccardi intervenendo a Tavagnacco per la vaccinazione dei ragazzi di Progetto Autismo Fvg –. C’è stato un rialzo importante dei contagi, e soprattutto c’è un anno di sacrifici alle spalle, per i cittadini e per gli operatori sanitari. Dobbiamo restare lucidi e anticipare alcune decisioni sulla base della direzione che sta prendendo la pandemia. Oggi l’Italia è sostanzialmente arancione – ha aggiunto – a parte due regioni gialle in alto a destra, Veneto e Fvg,  a loro volta contornate da Paesi come Austria e Slovenia con un’incidenza di contagio importante».

Detto questo, il vicepresidente ha puntato il dito sul sistema di monitoraggio su cui si basa la scelta del governo di colorare i vari territori settimana dopo settimana: «Il sistema dovrebbe fotografare la situazione vera, non quella di 15 giorni prima, altrimenti chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati risulta inutile. Rischiamo di restare in zona gialla anche la prossima settimana stando alla proiezione dei dati, per questo dovremo assumere decisioni in grado di contenere il fenomeno, altrimenti tutto diventerà più complicato».

Scelte che, come ha confermato Riccardi, sono attese al massimo per mercoledì mattina. «Dobbiamo anticipare soluzioni che diversamente potrebbero arrivare dal governo, ma troppo tardi». Il vicepresidente non ha detto di più, limitandosi a condividere la definizione data dal presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, alla situazione attuale, definita allarmante. «Le decisioni vanno condivise. Nelle prossime ore vedremo come comportarci».

Dal pomeriggio di martedì è in corso un confronto in videoconferenza tra il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e soggetti istituzionali e non sulle misure da introdurre in regione. Agli incontri partecipano anche il vicepresidente del Fvg con delega alla Salute Riccardo Riccardi, e l'assessore all'Istruzione, Alessia Rosolen. Il primo confronto, informa Riccardi su Twitter, è avvenuto con i prefetti. A seguire la Regione ha sentito finora il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, e i capigruppo in Consiglio regionale. 

Riccardi ha poi parlato anche dei vaccini: «I contagi nelle case di riposo e tra gli operatori sanitari sono sostanzialmente inesistenti, e ciò dimostra come il vaccino sia la vera soluzione. Ora sarà fondamentale avere certezze sulla disponibilità delle dosi, certezze che ancora non ci sono». A tale proposito Riccardi ha valutato positivamente il cambio del commissario per l’emergenza Covid, da Domenico Arcuri a Francesco Figliuolo: «Un cambio di passo era necessario e mi auguro serva per disporre di maggiori dosi. E’ una partita tutta politica che il nostro governo deve giocare».

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