Contenuto riservato agli abbonati

Carte auto-sanificanti e mazzi in quarantena: così nei bar di Trieste resiste il rito della briscola

Da San Giacomo al Viale gli anziani non vogliono rinunciare alle partite. Obbedienti portano da casa le mascherine e pure gli “attrezzi” da gioco 

TRIESTE Tra carte auto-sanificanti, mazzi in quarantena e partite online, la vita in periodo di pandemia - per gli appassionati di briscola, ramino, bridge e burraco - è decisamente cambiata.

I produttori di carte da gioco come la triestina Modiano o la veneta Dal Negro hanno registrato nell’ultimo anno un’impennata delle vendite: rubamazzetto, scopa o scala quaranta sono diventati uno dei passatempo preferiti tra le mura domestiche in tempi di coprifuoco e uscite misurate.



Più complicata è però la gestione dei mazzi di carte nei bar e nei circoli, dove le partite a carte dettano il ritmo delle loro attività. In soccorso a queste realtà, che in molti casi hanno ripiegato su carte plastificate, più semplici da sanificare dopo ogni partita, la storica azienda Dal Negro da oggi propone sul mercato delle carte che vantano un’innovativa tecnologia di sanificazione, «con una testata riduzione del contenuto virale e batterico», scrive l’azienda che promuove il “gioco in sicurezza”.

Il Dpcm dello scorso 24 ottobre ha sospeso l’attività dei circoli ricreativi, ma nei bar si continua a giocare.

Come al Bar Sportivo di via dell’Istria, un’istituzione nel rione di San Giacomo, dove dalle 16 alle 18 ogni santo pomeriggio un gruppo di anziani ultraottantenni si cimenta in partite di briscola. «Quando ci era stato impedito il far giocare a carte – racconta la titolare Laura Pettorosso – i nostri clienti erano afflitti. Seguire le linee guida non è facile, io ho preso il Covid e ci tengo al rispetto delle regole, ma loro non fiatano: tengono su la mascherina e stanno distanti pur di farsi la loro partita».



Pettorosso, visto che i giocatori nel suo locale sono sempre gli stessi, ha risolto la questione del mazzo di carte «facendolo portare ogni giorno a loro, direttamente da casa», spiega: «Sono uomini soli, per loro venire qui è come stare in famiglia», aggiunge la barista: «Da noi si gioca a carte da 60 anni e dai loro racconti sento scorrere gli anni. Ora tiene banco la questione vaccini, perché uno dopo l’altro si stanno vaccinando tutti».

La stessa soluzione è stata adottata nel locale In Bocca al Lupo in viale XX Settembre. «Abbiamo alcuni mazzi di carte che dopo ogni partita mettiamo per cinque giorni in quarantena – riferisce il titolare Leonardo De Vareilles – ma a chi è abitudinario, per non rischiare di non fargli trovare un mazzo disponibile, consigliamo di portarsi le carte da casa».

L’ultimo giovedì del mese l’appuntamento con il torneo di burraco ospitato al Tennis Club di Padriciano era diventato irrinunciabile per i soci dell’associazione 50&Più.

«Avevamo la lista d’attesa per poter giocare, c’era un turnover incredibile», racconta a sua volta la presidente del sodalizio Marina Vlach: «Era un momento di incontro, svago e confronto che manca a tutti». «Giocavamo su 15 tavoli e 60 persone alla volta – continua Vlach – ma ora quei tavoli che ci venivano messi a disposizione non hanno le misure idonee al distanziamento sociale, così da un anno abbiamo sospeso le partite».

Solo tornei online invece per gli iscritti al Circolo del Burraco della Fibur, che la scorsa estate, fino alla sospensione dell’attività del circoli, faceva leva sulla sala Fenicie di via San Francesco, che garantiva spazi idonei. «Avevamo in dotazione 600 mazzi di carte che dopo l’utilizzo venivano messi in quarantena», osserva il presidente Franco Marchi: «Ci eravamo dotati di tavoli di maggiori dimensioni, li sanificavamo dopo l’utilizzo, facevamo rispettare il distanziamento seguendo alla lettera le indicazioni forniteci dalla Protezione civile. Speriamo di riprendere quanto prima».—


 

Video del giorno

Trieste, pronta la nuova strada per Monte Grisa

Estratto di mela, sedano, cetriolo e lime

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi