Palestre, una svolta che porta al passato: il Comune di Trieste riprende la regia degli affitti

Ragioni di ordine fiscale chiudono il “decennio Tergestina”. Il Municipio torna a incassare i proventi senza mediazioni

TRIESTE Palestre comunali, si gira pagina. Dal punto di vista sociale si tratta di un messaggio potente destinato a 120 associazioni e a settemila utenti tra agonisti e amatori, che utilizzano le strutture per circa 33 mila ore annue. Il modello-Tergestina, che per quasi 10 anni ha gestito i 43 impianti sportivi appartenenti al Municipio, deve essere riformato, per motivi di carattere fiscale inerenti all’Iva e al compenso dei custodi.

Lorenzo Giorgi, assessore all’Immobiliare, ha messo le mani avanti sull’incandescente materia, perché la convenzione con Tergestina scade a giugno, quindi da luglio si dovrà impostare la nuova programmazione.


Con tre idee-base che si trasformeranno in una delibera consiliare: il Comune riprende direttamente la regia del comparto e incassa le tariffe dalle associazioni fruitrici; viene individuato un soggetto esterno “leggero” (un paio di addetti) che svolgerà il servizio di segreteria (assegnazione degli spazi, emissione delle fatture, ecc.); le società provvederanno alla pulizia e alla guardiania delle palestre.



Giorgi fa capire che la mini-rivoluzione è una strada più o meno obbligata e ne ha già parlato con alcune delle associazioni sportive più importanti. Il Municipio si assumerà l’onere della segreteria, investendovi 70- 80 mila euro, ma non può caricarsi anche pulizia e guardiania: l’assessore ha commissionato un preventivo, secondo cui la spesa, Iva compresa, supererebbe i 400 mila euro. Insostenibile. La riforma Giorgi presuppone un forte senso di responsabilità da parte dell’utenza sportiva, soprattutto nei casi in cui una palestra viene utilizzata da più soggetti. Per trovare chi pulisce e custodisce, rispettare la turnazione, mantenere i rapporti tra le associazioni e le relazioni con le scuole ospitanti (38 su 43. Per attenuare le possibili criticità, Giorgi, d’intesa con il suo dirigente Luigi Leonardi, pensa di tenere delle tariffe «tra le più basse d’Italia».

Le palestre sono distinte in tre categorie. Alla prima appartengono le strutture idonee all’allenamento, alle gare, alla presenza di pubblico: sono solo tre, la “Cobolli”, la “don Milani”, la “Vascotto”. La seconda categoria raccoglie i 17 impianti dove è possibile allenarsi e gareggiare, ma dove il pubblico non è ammesso. Infine, nella terza categoria rientrano le 23 adatte ai soli allenamenti.

Giorgi sta ancora definendo le indicazioni tariffarie precise che potrebbero situarsi in una forbice tra un minimo di due euro all’ora più Iva e un massimo di 21 euro all’ora più Iva, a seconda della tipologia dell’impianto. In termini contabili, il Comune andrebbe a pareggiare l’esercizio con un incasso di 100 mila euro. La spesa ipotizzata è di 70-80 mila euro per l’attività di segreteria. C’è poi il risparmio dei 27 mila euro che finora erano destinati alla Tergestina. Il ricavo più alto è previsto alla “Cobolli” (18 mila euro), il più modesto alle “Suvich”, “Pertini” e “Corsi” (400 euro). Ricordiamo infine che i cinque impianti non scolastici sono la “Cobolli”, i tre all’interno del “Rocco” (basket, volley, pista indoor) e la “Niccolini”.—


 

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