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Trieste, il Silos rientra per la prima volta nel Piano delle opere

La facciata del Silos di fianco alla Stazione centrale. Foto Lasorte

Tre voci per 17,6 milioni riferite all’edificio vicino alla stazione. Vertice mercoledì Progetto confermato: supermarket, albergo, uffici, parcheggi e centro congressi

TROESTE Supermercato, albergo a quattro stelle, ristorante, centro congressi con oltre 1.000 posti, uffici, 800 parcheggi, terminal bus extra-urbani: un monte-investimenti potenziale per un’area definita «polifunzionale» che danza tra i 100 e i 120 milioni di euro.

Il Silos in piazza Libertà, uno dei grandi dimenticati della progettualità triestina, pare abbia ritrovato la memoria. Ieri mattina, illustrando il Piano triennale delle opere comunali, l’assessore Elisa Lodi, per la prima volta nella sofferente vicenda ultra-ventennale di quel sito, lo ha inserito nella programmazione municipale, su indicazione del direttore dell’Urbanistica Giulio Bernetti.


Il Silos ha meritato addirittura tre citazioni nel lungo elenco delle cose da farsi nel 2021 per un totale di 17,6 milioni di euro, tuuti a carico del privato. Di queste poste 4,1 milioni riguardano la nuova stazione delle corriere, tema che costituirà materia di negoziato tra la proprietà e la civica amministrazione.

Fonti della Silos spa, afferente a Coop Alleanza 3.0 attraverso Immobiliare Nordest, informano che mercoledì 3 marzo una delegazione della società incontrerà il sindaco Roberto Dipiazza per verificare la tenuta di un cronoprogramma, che, se rispettato scrupolosamente, potrebbe portare all’apertura dei cantieri nel primo semestre 2022.

Ecco le tappe della redenzione: sottoscrizione di un accordo di programma entro l’attuale mandato di Dipiazza, la convocazione della conferenza dei servizi, la stipula della convenzione pubblico/privata. Una volta ottenuto il titolo a costruire, l’operazione potrà decollare seguendo il percorso progettuale su cui da anni si arrovella l’architetto Aldo Pavoni dello studio latisanese Archea.

Intanto Silos tornerà a tessere la paziente rete di uno “scouting” mirato a scovare investitori nazionali e internazionali. Perché “tornerà”? Perché in realtà lo aveva già fatto, avendo individuato un fondo internazionale, che era rappresentato dall’ex manager cooperativo Attilio Grazioli. Ma è trascorso tempo, si vedrà.

Il confronto burocratico-amministrativo con Comune e Regione, in particolare sui parcheggi e sulla stazione delle corriere, ha ulteriormente avviluppato un percorso tormentato e segnato dal fallimento di Unieco, che aveva acquistato il Silos dal Comune. Proprio a causa di illusioni/delusioni accatastate durante un ventennio abbondante, la proprietà cooperativa acquartierata a Bologna preferisce mantenere un profilo prudente.

Silos si è rivelato il vero acuto, la novità inedita (entro certi limiti) nella recita del copione, al quale hanno partecipato lo stesso sindaco, il vice Paolo Polidori, i capigruppo di maggioranza Alberto Polacco (Fi), Radames Razza (Lega), Vincenzo Rescigno (Lista Dipiazza), Salvatore Porro (Fdi). Mancava Michele Babuder, presidente della commissione consiliare competente.

Il triennale 2021-23, varato giovedì pomeriggio dalla giunta, “cuba” complessivamente 220 milioni di euro, di cui 130 concentrati sull’anno corrente, che è anno elettorale. Attenzione: si tratta della somma di entrate comunali (una settantina di milioni), statali, regionali, private (project financing).

L’obiettivo politico di Polidori, in quanto titolare del Bilancio, è chiudere il preventivo 2021 entro il 31 marzo, in maniera tale da liberare quanto prima l’utilizzo delle risorse: non c’è bisogno di nuovo debito - ha detto il vice sindaco - e non c’è necessità di vendere azioni Hera. Elisa Lodi ha scandito i capitoli principali: ancora una volta - a valori arrotondati - capolista l’edilizia scolastica (47 milioni), poi la cultura (26 milioni), lo sport (17 milioni), le strade (12 milioni), il direzionale (7 milioni), il verde (6,7 milioni).

L’assessore ha scelto alcuni specifici interventi per documentare le priorità realizzative. Nel settore educativo i “nidi” all’ex caserma Chiarle a San Giovanni e a Roiano nell’edificanda area ex Polstrada. Il comparto culturale, oltre al Magazzino 26 in Porto vecchio, indica il museo del Risorgimento. Lo sport cita il “Ferrini”, la cittadella “Samer”, l’illuminazione del “Grezar”, il completamento del polisportivo di San Giovanni. A livello viario la ciclopedonale di Sant’Andrea e piazza Sant’Antonio.

Spazio anche agli investimenti sulle strutture amministrative proprie: l’ex Meccanografico e il cosiddetto palazzo dell’Anagrafe quelli più significativi. —


 

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