La protesta dei lavoratori di Interporto Trieste Spa: "Vogliamo più sicurezza e uno stipendio adeguato"

Il presidio organizzato dai lavoratori di Interporto Trieste Spa sabato 27 febbraio. Foto Massimo Silvano

TRIESTE  Non si vede ancora la luce in fondo al tunnel per la vertenza “Interporto di Trieste”, l’infrastruttura logistica intermodale situata in prossimità del confine italo sloveno di Fernetti.

Come sabato scorso qesta mattina. 27 febbraio, i lavoratori in sciopero degli straordinari hanno presidiato il varco.

La vertenza è causata dallo stallo nella trattativa per il contratto integrativo aziendale. Tre sono i punti fondamentali: sicurezza, organizzazione, salario.

"Non sono mai state definite le mansioni di ciascuno di loro e manca un qualsiasi tipo di programmazione del lavoro - recita la nota del sindacato Usb lavoro privato - . Si chiede inoltre che le retribuzioni siano adeguate al lavoro svolto. Dalla pagina web “Interporto di Trieste” - ancora la nota - leggiamo che l infrastruttura è “posizionata lungo le direttrici dei Corridoi Europei Adriatico Baltico e Mediterraneo, è un hub strategico di connessione per i traffici merci tra i mercati dell’Europa Centro-Orientale ed il bacino del Mediterraneo. Malgrado la pomposità delle frasi - chiosa il sindacato - l’azienda non mostra alcuna apertura nei riguardi delle richieste dei lavoratori presentate ormai due anni fa".

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