Le opposizioni critiche: «Il solito libro dei sogni rinviato di anno in anno»

Dal Pd al M5s: «Quante incompiute». Russo: «Cosa verrà realizzato?» Italia Viva: «Più fondi all’Acquamarina». Futura: «C’è aria di elezioni» 

le reazioni



Secondo le opposizioni il piano delle opere della giunta è una stanca liturgia, «il solito libro dei sogni». Dal Pd al M5s, la presentazione è bollata in modo unanime come un’operazione elettorale.

Il candidato in pectore del centrosinistra Francesco Russo sferza l’amministrazione: «Ha ragione l’assessore Lodi a dire che il Pto presentato oggi va in continuità con quelli passati: è un libro dei sogni di opere condivisibili che, puntualmente, non vengono realizzate». Gli annunci si ripetono ogni anno, dice Russo, ricordando che già nel 2020 erano stati previsti 100 milioni di lavori: «Dal 2016 la lista delle incompiute è lunga: il tram di Opicina, la Piscina terapeutica, il Mercato ittico, la riqualificazione di Porto vecchio e la piazza di Roiano solo per citarne alcune». Russo si chiede infine quanti milioni degli oltre 130 previsti verranno spesi: «Temo una quota davvero marginale, esattamente come avvenuto negli ultimi 5 anni».

Nemmeno il consigliere pentastellato Paolo Menis è benevolo verso la giunta: «Più che a pensare alle nuove opere, il futuro sindaco dovrà pensare a realizzare quelle non fatte da Dipiazza, a partire da Roiano per passare alla galleria di Montebello e terminare con il tram». Aggiunge: «Le cifre contenute in questo piano, come quasi sempre, sono alquanto arrotondate per eccesso, dei fondi previsti per quest’anno forse verranno impegnati la metà. Bene che si investa sulle scuole, assenti o tardivi invece gli investimenti sulle ciclopedonali e sugli impianti sportivi dedicati all’atletica leggera».

Il consigliere Pd Giovanni Barbo cita il Mercato ittico, «annunciato un mese dopo l’inizio mandato nel 2016, inserito nel piano delle opere e poi slittato di anno in anno fino a scomparire dal documento. Il che ci fa dubitare, per usare un eufemismo, che quanto inserito oggi nel piano abbia una qualche attinenza con la realtà, presente o futura. L’elenco dei lavori che leggo essere in programma è più o meno quello del 2016: siamo finiti in una macchina del tempo?». Il documento, chiosa, non è mai passato dalla IV commissione.

Antonella Grim di Italia Viva dichiara: «I due milioni per l’Acquamarina sono insufficienti, le stime prevedono una spesa dai 6 agli 8 milioni per il ripristino. Spero si faccia pressing per altri contributi. Servirebbe poi un salto complessivo, di sistema, sulla mobilità sostenibile, invece della solita filosofia del rattoppo. Mi preoccupa infine la manutenzione delle scuole, il 30% dei fondi effettivamente impiegato dovrebbe esser destinato a questo». Sabrina Morena di Open Fvg rincara la dose: «La solita minestra riscaldata. Del Parco della Rimembranza e del Meccanografico parlano da sempre senza farlo mai. Pure piazza Sant’Antonio doveva arrivare nel 2020. Un caso classico di giunta del faremo».

Roberto De Gioia di Futura sentenzia: «Ripartire “alla grande” a fine mandato fa tanto campagna elettorale. Troppa carne sul fuoco quando tra approvazione e avvio delle opere saremo già a fine anno. Spero comunque che almeno le manutenzioni e ristrutturazioni siano portate a termine entro l'anno. Vedo 2 milioni sull'Acquamarina, forse hanno capito che la piscina terapeutica va ripristinata lì». —



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