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La bozza del decreto in vigore dal 6 marzo al 6 aprile: ecco cosa cambia

Pedoni in via Carducci a Trieste fotografati il 25 febbraio da Andrea Lasorte

Visite a parenti e amici, chiusura dei parrucchieri, seconde case. La guida delle nuove regole

Parenti e amici. Limitazioni per le visite

Spostamenti vietati fra le regioni e province autonome, è quanto prevede il nuovo Dpcm fino al 6 aprile, Pasqua e Pasquetta comprese. Consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Sarà permesso, all’interno della zona gialla in ambito regionale e nella zona arancione in ambito comunale, il trasferimento verso una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone in più oltre ai conviventi, i figli minori di 14 anni, i disabili e i non autosufficienti purché conviventi. Nei comuni sotto i 5 mila abitanti in zona arancione permesse le visite a parenti e amici fra le 5 e le 22 anche in altri comuni in un raggio di 30 chilometri. I nuclei famigliari possono viaggiare in auto insieme senza limitazioni, mentre i non conviventi possono stare in auto al massimo in tre. Le visite a parenti e amici in zona rossa tornano invece ad essere vietate. —

I parrucchieri saranno chiusi in zona rossa

Ad eccezione di parrucchieri e barbieri, che in zona rossa tornano a chiudere i battenti, non cambia nulla per le attività commerciali in zona gialla e arancione, dove tutti i negozi sono aperti.
I centri commerciali solo nei giorni feriali, rimangono chiusi invece nei giorni prefestivi e festivi, fatta eccezione per supermercati, farmacie, edicole o tabaccai situati all’interno.
In zona rossa centri commerciali sempre chiusi e negozi al dettaglio chiusi, ma parliamo essenzialmente di abbigliamento per adulti, accessori, gioiellerie e simili, perché possono restare aperti tutti quelli che forniscono beni o servizi di prima necessità. Quindi, citando i principali: alimentari, farmacie, parafarmacie, edicole, tabaccai, negozi di ottica, informatica, telefonia, profumerie, intimo, abbigliamento per bambini, giocattoli, librerie, fiorai. Ovunque restano valide le solite misure di sicurezza, ossia distanziamento e obbligo di mascherina.

Resta possibile raggiungere le seconde case

I viaggi all’estero restano un problema. Quelli in Paesi a rischio sono consentiti solo per motivi di salute, studio, salute e assoluta urgenza. Nei Paesi europei dell’area Schengen si può andare, ma al ritorno si deve fare un tampone 48 ore prima della partenza. Chi rientra da Usa, Australia, Giappone, Thailandia e altri Paesi ad alta diffusione del virus deve fare la quarantena di 14 giorni. Il Dpcm non fa riferimento agli spostamenti verso le seconde case, consentiti però dalle vecchie Faq pubblicate dal governo Conte anche se la dimora è in zona rossa. Le limitazioni al permesso di raggiungere la seconda casa prevedono che all’abitazione di villeggiatura possa avere accesso solo un nucleo familiare. La casa non deve essere abitata da persone non appartenenti alla famiglia. Le restrizioni continuano a limitare i movimenti verso mete turistiche al di fuori della regione dove si vive. Non è permesso recarsi per viaggi di piacere al di là dei confini regionali. Vietati anche i soggiorni in alberghi, case in affitto e strutture ricettive.

Dal 27 marzo apriranno cinema e teatri

Per ora tutto resta com’è, ma dal 27 marzo finalmente tornano svago e cultura. Musei, parchi archeologici e mostre saranno consentiti anche nei weekend, a condizione che l’ingresso sia prenotato telefonicamente oppure on line almeno un giorno prima. Dalla stessa data si potrà tornare finalmente a frequentare cinema, teatri e sale da concerto, ma con posti pre-assegnati e distanziati di almeno un metro. I conviventi potranno invece sedersi anche uno affianco all’altro. Il Dpcm specifica che le attività potranno svolgersi a condizione siano approvati nuovi protocolli e linee guida. Le associazioni dei lavoratori dello spettacolo hanno condiviso con Franceschini un documento più rigido, che sarà esaminato dal Cts. Prevede l’obbligo, per ogni spettatore, di indossare la mascherina e di misurare la temperatura all’ingresso. Poi sanificazione della sala prima di ogni spettacolo, biglietti nominativi prenotati online, per evitare assembramenti alle casse, ed elenco dei presenti da archiviare.

Niente apertura serale dei locali. Solo l’asporto

Nonostante le pressioni bipartisan, da Salvini a Bonaccini, l’apertura di bar e ristoranti anche dopo le 18, in zona gialla, è destinata a rimanere vietata. Il punto, secondo gli esperti, non è tanto la sicurezza all’interno dei locali, che può essere garantita a cena come a pranzo, quanto il rischio di assembramenti all’esterno, più concreto nelle ore serali che diurne. Regole invariate, quindi: in zona gialla è possibile consumare cibi e bevande nelle varie attività di ristorazione dalle 5 alle 18, mentre l’asporto è consentito fino alle 22, tranne che per i bar senza cucina. Consegna a domicilio senza limiti di orario. Le regole su asporto e consegne a domicilio sono identiche per le zone arancioni e rosse, dove non è invece prevista la consumazione all’interno di bar e ristoranti, né al tavolo, né al banco. Possono restare aperti, in zona rossa e arancione, e oltre le ore 18 in zona gialla, solo gli autogrill nelle aree di servizio sulle autostrade, bar e mense all’interno di ospedali e aeroporti. Eccezione anche per i ristoranti all’interno degli alberghi.

Ancora attesa per le piscine e le palestre

Niente palestra e piscina, neanche per lezioni singole. Ma nemmeno sport di contatto come calcio e basket fino al prossimo 6 aprile. Secondo il parere del Comitato tecnico-scientifico potranno riaprire soltanto quando arriveremo a un rapporto di 50 contagiati ogni 100 mila abitanti. È un parametro basso e lontano, equivarrebbe alla cosiddetta “fascia bianca”. Nelle prossime settimane gli indicatori potranno essere rivisti, anche per programmare uno scaglionamento degli ingressi nelle strutture sportive, ma al momento gli scienziati non ritengono di poter concedere il via libera . Resta consentito, in zona gialla, andare in centri e circoli sportivi per svolgere attività sportiva all’aperto, rispettando il distanziamento e senza usare gli spogliatoi. Attività come la corsa o il ciclismo, che prevedono uno spostamento più o meno lungo, sono consentite all’interno del proprio comune nelle zone rosse e arancioni, nell’ambito della propria regione se in zona gialla. Restano vietati gli sport di contatto, consentiti gli allenamenti individuali.






 

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