I volontari della sicurezza dividono il fronte dei sindaci in Friuli Venezia Giulia

Posizioni diverse quelle prese dai primi cittadini dopo la decisione della giunta regionale

TRIESTE Trieste e Gorizia non si serviranno dei volontari della sicurezza che la giunta Fedriga si prepara a reintrodurre con la nuova legge firmata dall’assessore Pierpaolo Roberti. Pur appartenenti al centrodestra, i sindaci Roberto Dipiazza e Rodolfo Ziberna rispondono con un garbato “no grazie”, preferendo la maggiore esperienza delle forze dell’ordine o tuttalpiù dei vigilantes privati. Diversa la linea della prima cittadina di Monfalcone Anna Cisint, che da leghista appoggia le scelte della Regione.



Dipiazza preferisce l’approccio tradizionale: «Penso che Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza siano i più adatti. Esamineremo le opportunità di questa proposta, ma preferisco persone addestrate al controllo del territorio: ora possiamo armare i vigili così che escano anche di notte e questo libererà le altre pattuglie». Per il sindaco un problema sicurezza esiste, ma connesso più al decoro del centro che alla microcriminalità: «Un gruppo di deficienti ha appena buttato per aria i tavolini del Caffè degli specchi. Fosse per me, li avrei sbattuti in galera. Bisogna rispettare le leggi, ma chi arriva da altri paesi non ha la nostra cultura e deve imparare l’educazione. Al di là degli strumenti, servono decisioni ferme e più controlli».

Il tema sicurezza terrà banco in campagna elettorale e il dem Francesco Russo boccia la legge Roberti: «La sicurezza dei cittadini è una cosa seria e non può essere messa in mano a dilettanti. La propaganda della Lega cerca di nascondere i fallimenti di questi anni, riciclando le “ronde padane” che sono già state un flop in passato. Non servono cittadini impreparati che giocano a fare gli sceriffi o “guardoni di quartiere” come previsto dalle norme che arriveranno in Aula. L’obiettivo dovrebbe essere quello di favorire solidarietà e partecipazione civica, condivisione e partecipazione. È ciò che insegna l’esperienza positiva delle “sentinelle” di Opicina, che sono cosa ben diversa da ciò che vuole Roberti».

Il sindaco Ziberna approva gli steward urbani, ma non vuol sentir parlare di volontari. Ziberna ha già «impiegato gli steward per vigilare davanti alle scuole e nei giardini, scoraggiando magari episodi di spazio e garantendo una presenza che mette tranquillità. I vigilantes girano e segnalano i problemi alla Polizia locale, mentre i volontari anche no, grazie. Gorizia non ha emergenze e bisogno di associazioni che girino per il territorio. Gli steward sono attrezzati per mestiere sul controllo del territorio, mentre un volontario con la giacchetta fluorescente non dà più di tanta tranquillità: si tratta di non professionisti, senza il colpo d’occhio e il sangue freddo che derivano dall’esperienza».

Utilizzerà invece i volontari la monfalconese Cisint: «La misura mi piace e nel nostro comune abbiamo già avviato con Questura e Prefettura la presenza di volontari. Non sono ronde, ma persone che si occupano di segnalare abbandoni di immondizia, degrado e problemi vari nella propria zona. La partecipazione civica è importante e i sindaci riqualificano le città grazie alle segnalazioni dei cittadini: il ddl Roberti incoraggia questa partecipazione. A dire il vero non c’è la corsa per rendersi disponibili ma, se ci saranno persone che si iscriveranno all’albo dei volontari, il Comune ne usufruirà certamente per un controllo molto tranquillo del territorio. Ma della legge sono ancor più interessanti i nuclei specializzati: Monfalcone è pronta a mettere a disposizione delle altre polizie locali i propri esperti di droni e autotrasporto». —

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