«Una rete di tram dal centro al Carso e sul lungomare»



La rete di Un’altra città vuole che l’amministrazione comunale rinunci a ovovia e parco del mare. E che si concentri invece sul progetto di una rete tranviaria che copra l’asse compreso tra stazione e piazza Foraggi, passi per periferie e Carso nonché unisca la linea del fronte mare, da Barcola e Porto vecchio fino a Campo Marzio o addirittura Muggia.


Sono alcune delle proposte emerse dal consueto dibattito online del giovedì, che gli attivisti organizzano per far conoscere i propri punti programmatici in vista della corsa per il Municipio, chiedendo al candidato o ai candidati dell’area di centrosinistra di farsene carico. Una sorta di campagna elettorale indiretta, almeno per il momento.

Il futuro della mobilità dopo il Covid era al centro dell’incontro di ieri. Il docente di storia e filosofia dei licei Guido Pesante e la ricercatrice di Elettra Sincrotrone Loredana Casalis – entrambi esponenti di Un’altra città – hanno dialogato con Andrea Wehrenfennig (Legambiente Trieste) e Luca Mastropasqua (Fiab Ulisse). Legambiente e Fiab compaiono nel novero delle undici associazioni triestine che a dicembre avevano firmato un appello al governo nazionale, nel quale si accusa «l’attuale amministrazione cittadina» di «ignorare le direttive europee e nazionali sul taglio delle emissioni di gas serra». Nella stessa lettera si attaccano Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums), appunto ovovia e si avanza l’idea di una rete di tram come quella sopra descritta. Tra i firmatari figura anche Riccardo Laterza, in qualità di referente di Tryeste. Altre istanze emerse ieri hanno riguardato l’implementazione di pedonalità, ciclabilità e trasporto pubblico locale, immaginato gratuito perlomeno per le fasce economicamente più fragili della popolazione.

Inevitabile un riferimento al Porto vecchio, che la rete auspica diventi un bacino per «soluzioni avanzate e capaci di diffondere buone pratiche sul territorio». —



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