Contenuto riservato agli abbonati

Mentre il Fvg rimane in giallo, il sindaco di Grado chiede la zona arancione per evitare l'assalto dei turisti nel weekend

La richiesta al presidente Fedriga è di emettere un ordinanza per bloccare per due fine settimana gli spostamenti, dopo la crescita di contagi registrata negli ultimi giorni sull'isola: «È necessario per evitare di compromettere l’avvio della prossima stagione estiva»

 

GRADO. Cinque locali tra bar e ristoranti già chiusi a causa dei casi di positività riscontrati tra il personale. Un supermercato che, per lo stesso motivo, rischia di dover abbassare le serrande a breve. E un numero di positivi giudicato allarmante. Ecco gli elementi che hanno spinto il sindaco di Grado Dario Raugna a chiedere alla Regione di trasformare per due week end l’Isola del Sole in zona arancione, in modo da bloccare l’afflusso di visitatori provenienti da fuori comune. Una richiesta messa nero su bianco in una lettera indirizzata direttamente al governatore Massimiliano Fedriga, e illustrata in conferenza stampa dallo stesso Raugna.

Meglio, a suo giudizio, rinunciare a due fine settimana di affluenza turistica per poter iniziare con maggior sicurezza la prossima stagione che, in realtà, a Grado inizia già per il periodo pasquale. Una posizione condivisa anche da tanti gradesi, pur combattuti tra la necessità di lavorare e quella di garantire la sicurezza, e all’esame anche della giunta di Lignano. Il sindaco della località balneare friulana, infatti, non esclude di avanzare una proposta simile  ma, prima di  esprimersi in via definitiva, attende un confronto con le autorià sanitarie.

La situazione oggi a Grado appare particolarmente critica specie se si pensa che lo scorso anno, durante il periodo del lockdown, sull’Isola del sole non c’erano positivi. Un quadro  totalmente diverso da quello attuale sia per il numero di persone colpite dal virus sia per l’allarme legato alla diffusione della variante inglese. Ecco allora l’invito rivolto a Fedriga ad emettere una specifica ordinanza per vietare gli spostamenti fra comuni. Altro, ha precisato Raugna, un sindaco non può fare visto che ai primi cittadini è consentito solamente di interdire una singola e precisa area.

Ma anche se la passeggiata a mare (vale a dire il punto di maggior affluenza) venisse chiusa, cosa peraltro non facile, la gente si riverserebbe comunque da altre parti. L’unica possibilità dunque, secondo il sindaco di Grado, è affidarsi al presidente della Regione invocando una stretta sugli accessi. Una richiesta sulla quale l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini non si esprime, ricordando di non avere competenze dirette in materia, ma sottolineando comunque che la cosa più importante è in ogni caso la salvaguardia della salute pubblica.

Intanto, come precisato in conferenza stampa, sono saliti a cinque, tra bar e ristoranti, i locali costretti a chiudere i battenti in quanto i titolari o i dipendenti sono risultati positivi. E con ogni probabilità, ha affermato proprio uno di questi titolari, il contagio è avvenuto proprio domenica scorsa quando i locali sono stati presi letteralmente d’assalto dai turisti. Tutte cinque le attività si trovano nella zona del centro storico dove l’affluenza è maggiore e dove, per accontentare tutti, i ristoratori hanno servito pasti per ben tre turni di clientela.

Un altro aspetto sul quale si è soffermato a lungo il sindaco Raugna è quello del numero di cittadini gradesi positivi al coronavirus. «Non so dirvi con esattezza quanti casi ci siano – ha precisato - perché i dati che ci arrivano non sono mai del tutto chiari e precisi; le ultime indicazioni della Regione parlavano di 14 persone colpite dal virus (nel pomeriggio di ieri il dato è stato aggiornato a 32), ma l’impressione è che il numero finale sia ben più alto. La mia preoccupazione è che con l’arrivo massiccio di molti visitatori nel fine settimana, la situazione possa andare fuori controllo. E questo - ha concluso Raugna - rischierebbe di compromettere la stagione turistica».

L'INTERVENTO DEL CONSIGLIERE LEGHISTA CALLIGARIS: "PUÒ PROCEDERE IL SINDACO A DISPORRE LE RESTRIZIONI”

“Qualora il sindaco di Grado ritenga la situazione del suo comune grave e a rischio può indire una zona di restrizione quale autorità sanitaria locale, come ha fatto per esempio nel gennaio scorso il vicesindaco di Tramonti di Sopra portando il Paese in zona rossa e vietando ogni entrata e uscita dal Comune con la sospensione di tutte le attività commerciali e successivamente trasmettendo l’ordinanza alla Regione e alle autorità interessate.” Lo scrive in una nota il consigliere della Lega, Antonio Calligaris, in merito alle dichiarazioni del sindaco di Grado, precisando come “sia inutile in questo delicato momento scaricare le proprie responsabilità sulla Regione che comunque è sempre disponibile a un dialogo costruttivo con i Comuni, i cittadini e le attività commerciali”.

“Il sindaco è libero di intervenire con un suo atto in casi di grave ed imminente pericolo per la sanità e l’incolumità pubblica in coordinamento con la Regione e Prefettura”, aggiunge l’esponente della Lega. “Vista la criticità del momento, sarebbe più opportuno invece di fare conferenze stampa, collaborare con le istituzioni indipendentemente dal colore politico, come del resto –conclude Calligaris- fanno gli altri primi cittadini, senza strumentalizzare il momento”.

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi