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I primi trent’anni della “Vecia Trieste”, testimone del folklore dall’Australia agli Usa

L’orchestra “Vecia Trieste” in posa a Sydney in occasione del tour del 2003 in Australia.

La realtà fondata da un gruppo di musicisti che volevano portare la tradizione locale fra i concittadini che avevano lasciato queste terre 

TRIESTE La triestinità nel cuore, la grande passione per la musica e per la tradizione artistica locale, la voglia di condividere tutto questo con gli altri. Si fonda su questi elementi, da 30 anni, il successo dell’orchestra “Vecia Trieste”, emblema di quella Trieste romantica legata al suo passato e capace, ancor oggi, di essere portabandiera di una cultura autentica e gioiosa. A questa formazione, ieri, il sindaco Roberto Dipiazza ha voluto consegnare la medaglia di bronzo del Comune «per rimarcare che da ben tre decenni – ha detto il primo cittadino – quest’orchestra ha donato e continua a regalare professionalità e tanto divertimento a quanti hanno avuto la fortuna di sentirla, negli spettacoli e nei concerti. Auspico che passi presto l’emergenza della pandemia per poter così organizzare un grande concerto celebrativo».

Un evento da allestire, com’è stato proposto nel corso della cerimonia, proprio in quella piazza Verdi, davanti all’omonimo teatro, fulcro della musica cittadina, che ieri ha fatto da cornice alla consegna del riconoscimento municipale. Alla premiazione hanno presenziato l’attuale presidente della “Vecia Trieste” Fabiana Pipitone con il vice Paolo Rocca, il consigliere Corrado Moratto, il primo presidente Antonio “Nino” Lionetti, nonché Paolo Stoini, membro dell’orchestra, Sabrina Iogna Prat e Roberto De Gioia, rispettivamente presidente e presidente onorario del Carnevale di Trieste, oltre a Nadia Bellina, presidente del Consorzio Centro in via insieme a Opicina.

La consegna della medaglia di bronzo da parte del sindaco Dipiazza (Lasorte)


È proprio Lionetti, in qualità di cofondatore e primo presidente della “Vecia Trieste”, a sollevare il coperchio dello scrigno dei ricordi più belli: «La nostra orchestra nacque perché eravamo un gruppo di musicisti locali che volevano portare le note della triestinità fra i tanti concittadini che avevano lasciato queste terre dopo il secondo conflitto mondiale per raggiungere l’Australia – ha raccontato – e fu così che ci venne l’ispirazione di fondare una formazione pronta a superare gli oceani. Dopo quell’esperienza – ha aggiunto – i viaggi furono numerosi in tanti paesi del mondo: la “Vecia Trieste” da allora è sempre stata l’emblema musicale di Trieste».

«Fu Roberto Savadori cioè uno dei nostri che oggi purtroppo non c’è più – è la prosecuzione del racconto di Moratto che, assieme allo stesso Lionetti e a Marco Dorsini, sono i fondatori della “Vecia Trieste” – a scegliere la denominazione della nostra orchestra, perché voleva abbinare il nome della città al suo passato musicale». «È con grande emozione che riceviamo questa medaglia», spiega quindi Pipitone: «Noi cerchiamo di portare avanti obiettivi prestigiosi quali la formazione alla musica, la ricerca, lo studio e la divulgazione della cultura e del folklore musicale storico e attuale».

Negli anni la “Vecia Trieste” si è esibita, oltre che in Italia e, come già ricordato, in Australia, anche in Austria, Inghilterra, Francia, Germania, Croazia, Slovenia, Irlanda, Argentina, Repubblica Ceca e Montenergo e nello Stato di New York. Dal 2016 è la banda ufficiale del Carnevale triestino.

L’orchestra “Vecia Trieste”, per la cronaca, nacque come costola dell’associazione folcloristica triestina “Vecia Trieste”, sorta nel 1986, e si distinse da subito per il particolare timbro sonoro, il ritmo e l’allegria delle proprie esecuzioni, che da sempre suscitano grande partecipazione da parte del pubblico. Attualmente la formazione conta oltre una trentina di musicisti, in grado di esibirsi come complesso sia bandistico sia orchestrale. Da quest’anno porterà il folklore e le tradizioni locali in tutto il mondo attraverso il digitale, con la realizzazione del nuovo sito bilingue, in italiano e triestino.—


 

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