Diritti umani, uguaglianza e possibilità di rientrare in Italia: il messaggio dei Regeni agli studenti della Sissa

Claudio e Paola Regeni

La mamma ha ricordato come Giulio avesse "tante volte tentato di tornare in Italia ma il suo curriculum non era stato apprezzato e riconosciuto"

TRIESTE Diritti umani, uguaglianza tra i sessi e possibilità per i ricercatori, di rientrare in Italia. Sono i consigli che i genitori di Giulio Regeni hanno voluto dare agli studenti intervenuti alla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (Sissa) di Trieste in occasione dello Student Day. In un video registrato, la madre di Giulio, Paola Deffendi, ha sottolineato l'importanza che «al centro di ogni scelta ci sia il rispetto dei diritti umani». Bisogna «illuminarli perché sono i diritti di tutti», e «ponendoli al centro, ogni scelta diventa una scelta morale, etica». Anche in quelle «che farete di studio e poi professionali non dimenticate mai il rispetto dell'essere umano. Non è facile e richiede sempre di essere chiari da che parte si sta». Un altro suggerimento è la necessità di uguaglianza tra i sessi, che vengano cioè «riconosciute competenze di uomini e donne in egual misura, anche negli ambienti scientifici».

Infine, da «genitori di due ricercatori», i Regeni hanno detto di aver capito «quanto la ricerca metta in primo piano l'umanità, l'importanza di fare squadra, del confronto, del merito». Ricordando «il discorso del Presidente Sergio Mattarella del 2018 il quale aveva detto che se per i giovani andare all'estero è arricchimento, ci deve essere sempre anche la possibilità di tornare in Italia, il messaggio che vi diamo è questo: lottate perché ci sia la possibilità di andare ma anche di tornare, secondo un flusso dinamico e continuo».

«Nella sua tragica vicenda, Giulio aveva tante volte tentato di tornare in Italia ma il suo curriculum non era stato apprezzato e riconosciuto» ha detto la madre del ricercatore. Claudio Regeni, invece, ha ricordato la figura di ricercatore del figlio, che aveva viaggiato a lungo nella sua vita per motivi di studio, in Italia e all'estero, dal New Mexico (Usa) all'Egitto.

«Fra poco inizierà il processo a quattro ufficiali della National security egiziana, sarà un ulteriore banco di prova che ci vedrà in campo per sostenere le nostre diritti di giustizia e di verità» ha detto. «La giornata di oggi vi servirà per orientare le vostre scelte future mettendo in campo le vostre attitudini e capacità. Noi, dopo la triste vicenda di Giulio, chiediamo verità e giustizia, lo facciamo da cinque anni. È un percorso difficile però teniamo duro, e con il sostegno di molte persone abbiamo fatto molti progressi», ha aggiunto Claudio Regeni. Che ha concluso sostenendo di aver avuto, con la moglie, «la fortuna di vedere di persona l'iniziativa della Sissa l'anno scorso e con gli studenti hanno visto tutti i percorsi avanzati che offre» la Scuola, della quale hanno «apprezzato l'ambiente dinamico e vivace».

Sono stati cinquecento i ragazzi e ragazze di 26 classi da tutta Italia che questa mattina si sono collegati allo 'Student Day' della Scuola internazionale di studi superiori avanzati (Sissa) di Trieste, l'annuale appuntamento rivolto agli alunni degli ultimi due anni delle scuole superiori e svoltosi per la prima volta in versione online. In apertura, il direttore della Sissa, Stefano Ruffo, ha fatto un bilancio in vista della conclusione del suo mandato, quest'anno. «La Sissa ha continuato a essere in questi anni un polo di attrazione importante - ha affermato Ruffo - nel momento in cui il paese ha bisogno di richiamare i cervelli che stanno all'estero, per rendere il nostro ambiente sempre più internazionale e farne un esempio all'interno dell'Europa».

Il direttore ha poi ricordato che l'Università da lui diretta in 42 anni d'attività ha diplomato circa 1400 dottori, di cui il 30% erano donne e nella stessa percentuale stranieri, e che oggi la sua comunità è composta da 600 persone, tra professori, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo. Dopo il suo intervento, è stato trasmesso il videomessaggio dei genitori di Giulio Regeni. Durante la mattinata, i partecipanti all'evento hanno potuto svolgere diverse attività in parallelo, tra cui seminari interattivi, dialoghi sulla scienza e visite virtuali ai laboratori.

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