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Vaccini, come funzionano le prenotazioni per il personale della scuola? E chi può prenotarsi? Tutto quello che c'è da sapere

Si apre la campagna per insegnanti, bidelli e amministrativi fino a 55 anni Degrassi (Federfarma): anche stavolta interveniamo con disponibilità e impegno

 Da martedì, 23 febbraio, circa 15 mila tra insegnanti, collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi con meno di 55 anni possono comporre i numeri del Cup, del call-center o delle farmacie di fiducia e prenotare la vaccinazione anti coronavirus. «Noi siamo pronti – assicura il presidente regionale di Federfarma, Luca Degrassi –, interveniamo sempre con grandi disponibilità e impegno».

I dirigenti scolastici hanno ricevuto dall’Ufficio scolastico regionale la nuova comunicazione che integra le regole con le indicazioni ricevute dal Ministero dell’istruzione. L’iter è stato corretto dopo l’altolà posto dal ministero ai presidi impegnati a inviare alle Aziende sanitarie gli elenchi con i nominativi del personale favorevole alla vaccinazione. L’iter è stato sospeso per evitare di incorrere in probabili violazioni delle norme sulla privacy. Da qui la necessità di dirottare le prenotazioni ai Cup, call-center e alle farmacie.



Le nuove regole
Al personale della scuola, degli enti di formazione, degli Its e degli asili nido, compresi i lavoratori esterni, il vaccino prodotto da AstraZeneca non sarà più somministrato negli edifici scolastici come previsto inizialmente, bensì negli ospedali, nei Distretti o in altri luoghi individuati dalle Aziende sanitarie.

IL PIANO
 

Il luogo dove gli insegnanti dovranno recarsi a fare la vaccinazione sarà comunicato a ognuno di loro al momento della prenotazione. Anche chi ha già dato la propria disponibilità ai presidi deve rifare tutto seguendo la nuova procedura. La missiva dell’Usr chiarisce che le persone non vaccinabili per età (si attende il via libera per estenderlo agli under 65) o per patologia «saranno vaccinate in fasi successive stabilite a livello nazionale sulla base delle disponibilità e delle indicazioni d’impiego dei vaccini».

Una volta fissati gli appuntamenti, ognuno dovrà recarsi nei siti indicati, presenti in tutta la regione, ed esibire il modello compilato del consenso informato e la scheda anamnestica, auto dichiarare l’appartenenza alle categorie oggetto di campagna vaccinale ed essere in possesso di un documento di identità valido. Se la persona non rientrerà nella categoria definita, il vaccino non verrà eseguito. Ogni istituto, invece, ha l’obbligo di mettere a disposizione del personale i modelli cartacei che dovranno compilare gli interessati. L’obiettivo è arrivare nel minor tempo possibile alla tanto auspicata immunità di gregge.



Federfarma
Il presidente regionale, Luca Degrassi, non è affatto preoccupato: «La rete delle farmacia già gestisce le prenotazioni delle vaccinazioni per gli ultra ottantenni. Si tratta di procedure più complicate rispetto a quelle del personale della scuola: abbiamo le spalle larghe riusciremo a gestire anche questa fase». Degrassi ha un’unica richiesta: «Abbiamo necessità di avere dalla Regione indicazione certe sulle categorie delle persone incluse».

La richiesta è giustificata dal fatto che tra il personale ammesso alla vaccinazione ci sono anche i dipendenti delle cooperative che dall’esterno garantiscono alcuni servizi, persone obbligate a qualificarsi con l’auto dichiarazione. Disponendo di un elenco che indichi quali sono le categorie ammesse si sentirebbero al sicure pure i farmacisti. Il nuovo sistema di prenotazione del vaccino non comprende le forze armate e di polizia, in questo caso le operazioni sono coordinate dai prefetti. 

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