Contenuto riservato agli abbonati

A Trieste il primo semaforo che "dialoga" con le persone ipovedenti: ecco come funziona

Il bastone high-tech comunica con il semaforo e aiuta l’ipovedente nell’attraversamento della strada.

A Trieste il primo semaforo che "dialoga" con le persone ipovedenti

TRIESTE Un bastone che comunica con il semaforo e aiuta l’ipovedente nell’attraversamento della strada. Si tratta di “Letismart”, sistema di comunicazione fra lo strumento in dote alle persone con ridotta capacità visiva e il semaforo, che garantirà a queste ultime una sempre maggiore autonomia urbana in città. Attraverso il sistema di comunicazione tra semaforo e bastone, l’utente riceverà le informazioni audio che gli consentiranno l’attraversamento pedonale e potrà interagire con il semaforo stesso, tutto dal proprio bastone bianco. Non solo, grazie all’utilizzo di una piccola scatola con impulsi sonori, il non vedente sarà facilitato anche durante i viaggi, nei ristoranti e negli autobus, dove potrà comunicare all’autista la necessità di far scendere la pedana prima ancora dell’arrivo in fermata del mezzo.

«Trieste ancora una volta dimostra attenzione e sensibilità verso le persone con difficoltà visive – ha sottolineato il sindaco Roberto Dipiazza -. Grazie a questo progetto unico in Italia consentirà loro di muoversi più agevolmente in città e con la massima autonomia. È un ulteriore passo avanti con l’impiego di tecnologie all’avanguardia, grazie alla costruttiva collaborazione fra i vari enti».

L’ideatore di Letismart è Marino Attini, presidente della locale sezione dell’Unione italiana ciechi, mentre la sua realizzazione è stata affidata all’azienda triestina Scen, ed è il risultato del lavoro congiunto fra Comune di Trieste, Unione italiana ciechi e ipovedenti, La Semaforica srl ed HeraLuce.

Il primo semaforo intelligente è stato inaugurato questa mattina, 23 febbraio nel passaggio pedonale fra piazza della Borsa e via Cassa di Risparmio, ma è già presente anche in altri 110 semafori del centro cittadino.

La loro ubicazione è stata decisa dalla sezione provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, in collaborazione con l’Associazione nazionale istruttori orientamento mobilità autonomia personale, e riguarda gli itinerari di contesto urbano più utilizzati dagli ipovedenti.

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi