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Omofobia, il Consiglio comunale di Trieste condanna il post di Tuiach

Il presidente del Consiglio comunale di Trieste Panteca

Le dure parole del presidente Panteca contro i toni omofobi del pugile non placano la polemica in aula. Pd e Open abbandonano la seduta

TRIESTE Il presidente del Consiglio comunale Francesco Panteca esprime una «ferma condanna» delle uscite omofobe del consigliere ex leghista ed ex forzanovista Fabio Tuiach. Nel corso della seduta, però, nuove intemperanze del pugile portano Open Fvg e il Partito democratico ad abbandonare l’aula (virtuale) al culmine di una seduta già surriscaldata dagli attriti sulla mancata urgenza alle mozioni dell’opposizione. Insomma, non è stato un facile ritorno per l’assemblea, riunitasi ieri per la prima volta da fine gennaio. All’inizio della seduta il presidente Panteca legge una dichiarazione riferita al post pubblicato da Tuiach dopo l’aggressione a Rupingrande: «Mi sento in dovere di mettere un argine alle comunicazioni di un consigliere che attraversano il recinto dettato dall’Articolo 3 della Costituzione».

Afferma ancora: «Con pieno sostegno del prefetto Valerio Valenti, con il quale mi sono confrontato, e la condivisione del sindaco Roberto Dipiazza, desidero esprimere con forza la ferma condanna di quanto avvenuto, la vicinanza alla vittima, nonché esprimere la più totale disapprovazione per contenuto, toni e modi che il consigliere Tuiach ha usato». Aggiunge: «Non è mio compito giudicare la vicenda dal punto di vista della responsabilità personale del consigliere in merito alle considerazioni prese, ma lo è prendere con forza le distanze».

La seduta prosegue con i lavori. Viene approvata la delibera dell’assessore allo Sport Lorenzo Giorgi sulle nuove concessioni degli impianti sportivi, emendata dal forzista Michele Babuder in modo da facilitare le associazioni dilettantistiche. Poi i capigruppo si ritirano per discutere l’urgenza delle mozioni. In questa sede si vede negare l’urgenza (e quindi la possibilità di esser discussa) la mozione dell’opposizione unita - i gruppi del Pd, del Movimento 5 Stelle, Antonella Grim di Italia Viva, Sabrina Morena di Open Fvg, Antonella Grim di Italia Viva, Maria Teresa Bassa Poropat dei Cittadini e Roberto De Gioia di Futura - che chiede al sindaco verificare con il presidente Fedriga se esistano gli estremi per la rimozione di Tuiach. «Stessa cosa per le nostre altre mozioni sull’amministrazione digitale e sull’impiego del Recovery Fund per favorire l’impiego femminile – dice la capogruppo dem Fabiana Martini -. In compenso è passata quella leghista sui monopattini. Dimostrazione plastica che l’urgenza c’è solo per le mozioni di maggioranza».

La seduta riprende, il capogruppo di Fratelli d’Italia Salvatore Porro illustra la sua mozione per l’installazione di dosatori di gel sui bus di Trieste Trasporti. È a questo punto che il dem Marco Toncelli esce per protesta, quando Panteca cede la parola al forzista Bruno Marini che, poco famigliare con il digitale, a differenza di Toncelli non si era prenotato. La mozione di FdI viene comunque approvata, così come quella presentata dalla leghista Monica Canciani sulla sensibilizzazione all’uso di veicoli elettrici come i monopattini. Nel prosieguo del dibattito, però, Tuiach torna a battere i soliti tasti. Morena di Open sceglie di lasciare l’aula: «Il Consiglio non può essere ostaggio dei suoi sproloqui discriminatori».

Con lei esce pure tutto il gruppo del Pd. Commenta la consigliera Bassa Poropat: «Il presidente Panteca prima condanna Tuiach in aula poi la maggioranza nega l’urgenza alla nostra mozione, così come ad altre condivisibili e di palese attualità. Penso che i cittadini si sarebbero aspettati qualche parola dal sindaco sul caso Tuiach, tanto più che stavolta era presente. Anche perché la giornata di oggi ha dimostrato che senza un intervento fermo continuerà questo clima sconvolgente per la dignità del Consiglio». —

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