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Migranti: operazione anti passeur, decine di arresti. Perquisita a Trieste la sede dei volontari di Linea d'Ombra

La manifestazio

Nel corso di una vasta operazione agenti di polizia hanno sequestrato apparecchiature telefoniche e libri contabili dell'associazione giuliana ipotizzando il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. L'associazione: "Indignati e sconcertati"

TRIESTE La Procura di Trieste sta indagando su un’organizzazione di passeur che gestiva gli arrivi dei profughi dalla rotta balcanica. Il pm Massimo De Bortoli ha aperto un fascicolo per concorso in favoreggiamento all’immigrazione clandestina a carico di una trentina di persone. Sono quasi tutti stranieri, una buona fetta di etnia curda. Una parte risiede a Trieste.

Sono in corso di esecuzione i mandati di arresto chiesti dal pm De Bortoli e accolti dal gip Massimo Tomassini, che ha emesso una serie di ordinanze cautelari: alcuni degli inquisiti sono finiti in carcere, altri ai domiciliari. Altri devono ancora essere catturati. La polizia è sulle loro tracce. Risulta indagato anche l’ottantaquattrenne Gian Andrea Franchi, il vice presidente di Linea d’Ombra, l’associazione umanitaria fondata nel luglio 2019 assieme alla moglie Lorena Fornasir. Il volontario è stato perquisito nella sua abitazione. Gli sono stati sequestrati il cellulare e il pc.

Non è sottoposto ad alcuna misura cautelare. Il lavoro degli inquirenti si sta ora concentrando sui meccanismi con cui i migranti venivano fatti entrare in Italia dai trafficanti di esseri umani: contatti, somme pagate, ruoli e ramificazione della rete criminale. La Questura di Trieste, dopo che ieri nel corso della mattinata è trapelata la notizia dell’operazione, ha diffuso un comunicato stampa che confermava l’attività investigativa: «Dalle prime ore della giornata odierna – così si leggeva nella nota – è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, volta a contrastare un’organizzazione criminale, finalizzata all’ingresso ed al transito in territorio nazionale di immigrati irregolari, a scopo di lucro.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Digos di Trieste, supportata dal Servizio per il Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno». Non sono stati forniti altri dettagli, anche perché l’operazione di cattura dei presunti criminali non è ancora conclusa. Ma quel che appare ormai acclarato è che una fetta degli indagati faceva base proprio a Trieste. Alcuni stranieri coordinavano arrivi, alloggi e quant’altro. Fornivano da punto di riferimento logistico, insomma, per i profughi fatti entrare illegalmente in Italia dalla rotta balcanica. Tutto ciò, a scopo di lucro. Si parla di un’organizzazione ben ramificata che offriva anche documenti falsi. Ieri l’associazione Linea d’Ombra ha pubblicato un comunicato sulle proprie pagine social.

«Sono stati sequestrati i telefoni personali, oltre ai libri contabili dell’associazione, alla ricerca di prove per un’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che noi contestiamo, perché utilizzata in modo strumentale per colpire la solidarietà. Siamo indignati e sconcertati nel constatare che la solidarietà sia vista come un reato dalle forze dell’ordine. Oggi, in Italia, regalare scarpe, vestiti e cibo a chi ne ha bisogno per sopravvivere è un’azione perseguitata più che l’apologia al fascismo».

«La Procura criminalizza i comportamenti che rivestono reato – osserva il procuratore Antonio De Nicolo – cioè il favoreggiamento all’immigrazione clandestina con finalità di lucro. Se tra gli indagati c’è chi dimostrerà che ha operato non a scopo di lucro, ma umanitario, e non sapeva che dietro al proprio lavoro volontario di assistenza filantropica si svolgevano attività illecite, la posizione sarà ovviamente archiviata». —

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