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L'ex Meccanografico di Trieste pronto alla rinascita: a maggio la gara

L'ex Meccanografico

Dopo gli ok di Asugi, Vigili del fuoco e Soprintendenza via al cantiere da 4,6 milioni che rilancerà il rudere di Campo Marzio

TRIESTE Il progetto definitivo-esecutivo destinato a riscrivere l’utilizzo dell’ex Meccanografico Fs sta correndo lo sprint finale di conserva alla consueta liturgia dei pareri richiesti ad Asugi, Vigili del fuoco e Soprintendenza.

L’approvazione andrà in onda tra marzo e aprile, così da bandire la gara in maggio: prevedendo un cantiere da un anno e mezzo, è lecito ritenere che Esatto e gli uffici finanziari (o quelli del Welfare) del Municipio, candidati ufficiali a insediarsi nell’edificio in zona Sacchetta, ne prenderanno possesso nel 2023.


Quello dell’ex Meccanografico Fs, oggi in avanzato stato di fatiscenza, sarà un “signor” cantiere da 4,6 milioni di euro, Iva compresa. Di poco inferiore all’ex Polstrada roianese (5,3 milioni), un altro sofferto progetto riqualificativo del Comune.



La ristrutturazione dell’ex Meccanografico è disegnata dall’ingegnere gradiscano Roberto Ocera, di recente l’incarico di collaudo è stato affidato al collega monfalconese Isaia Clemente.

Il duplice trasferimento - Esatto da piazza Sansovino e gli uffici comunali da piazza Unità (o da palazzo Galatti) - è probabile ma non certo. Ieri il sindaco Roberto Dipiazza ha rilanciato la sua posizione: «Avanti con la sede di Esatto e con gli uffici municipali ma, qualora dovesse arrivare un’allettante proposta, l’immobile verrebbe venduto». Il primo cittadino non fa nomi, tra nemesi e paradosso possibili acquirenti potrebbero essere le stesse Ferrovie, che avevano venduto l’edificio al Comune proprio durante il primo mandato Dipiazza. Ne è passata di acqua sotto i tradizionali ponti: allora l’ex Meccanografico avrebbe dovuto ospitare una sede museale, coordinata tra l’Associazione Era e Alinari, che poi, a parte qualche lavoro iniziale, non si fece. Le Fs sembrerebbero interessate a tornare sul loro antico sito, perché, alle spalle dello stabile, si allungano i binari in parallelo all’attigua stazione di Campo Marzio.

Insomma, uno “stop and go” che dura da quasi un ventennio. Negli anni Novanta le Fs volevano realizzare un centro meccanografico, l’idea evaporò ed entrò - come abbiamo visto - in campo il Comune con la suggestione museale, che tale rimase.

Per redimere questo destino di eterno irrisolto, l’ex Meccanografico venne messo in vendita con una quotazione di 4,6 milioni, curiosamente equivalente al valore del futuro cantiere.

L’immobile resta un po’ nel piano delle alienazioni, da cui viene tolto nel 2018 allo scopo di ospitare Esatto, la società 100% comunale che si occupa di incassare tributi e multe. L’esattrice paga l’affitto in piazza Sansovino e in via d’Alviano, così si ritiene logico ed economico accasarla presso un bene di cui è proprietario l’azionista unico. Si tenga presente che l’individuazione di un “nido” per Esatto è un gioco che dura da anni: casa Francol, palazzo Galatti, via Carli...

La strada sembra definitivamente tracciata ma non è così, perché emerge un’ulteriore variabile: Unicredit sgombra il palazzo della Cassa di risparmio e la Fondazione si trova con ampi spazi disponibili. Parte una trattativa che pare avviata a buon fine, con Esatto interessata ad affittare il primo piano, quello dove una volta operavano le casse. Ma il riallestimento rischia di costare troppo, allora nuovo cambio di marcia ed Esatto riprende il percorso delle Rive per tornare in Sacchetta, un sito servito da parcheggi e bus, per accogliere una media annua di 50 mila utenti. Fs permettendo. —


 

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