Vaccini nelle scuole Fvg, la sindacalista e l'avvocato che hanno sollevato il caso: "Sono dati personali non vanno utilizzati"

I Cobas e il legale ribadiscono la loro posizione: «È un potenziale illecito»

TRIESTE «I dati personali non possono essere trattati dal datore di lavoro di lavoro». Luigina Perosa militante nei Cobas non molla e mentre la Regione informa di aver cambiato modalità per quanto riguarda la vaccinazione degli insegnanti, i Cobas ribadiscono la loro posizione.

La sindacalista non esclude, infatti, che il Garante della privacy possa agire nei confronti dei presidi che hanno trasmesso gli elenchi alle Aziende sanitarie.

Anche l'avvocato Paolo Vicenzotto, il Dpo di alcune scuole pordenonesi che per primo ha messo in guardia i dirigenti scolastici che stavano per inviare le adesioni vaccinali di docenti e bidelli alle Aziende sanitarie, ribadisce che il suo intento «non era quello di ostacolare la campagna di vaccinazione anti Covid-19 e la Regione. Tuttavia questo trattamento potenzialmente illecito dei dati avrebbe messo i presidi in una situazione di irregolarità e quindi di sanzionabilità del Garante della privacy».

Il Regolamento 679/16 vieta ai datori di lavoro di trattare direttamente alcuni dati sulla salute. Non a caso Vicenzotto auspica che «il legislatore possa fornire una base giuridica adeguata per il trattamento diretto dei dati di vaccinazione da parte dei datori di lavoro. Siamo sempre disponibili a collaborare con la Regione per trovare soluzioni equilibrate». --

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