Contenuto riservato agli abbonati

Sale il numero di badanti e colf italiane: in Fvg sono il 30% del totale

Anziani e badanti in una foto di repertorio

Nel 2019 risultavano attivi 19.200 lavoratori nelle case regionali. Uno su tre è un connazionale. Prevale l’attività di supporto agli anziani: gli ultra 85enni hanno superato quota 50 mila

TRIESTE Donna, straniera, over 55. Questo l’identikit della badante tipo oggi in Friuli Venezia Giulia e in Italia. Ma il numero di italiani impegnati nell’assistenza a domicilio di anziani e non autosufficienti continua a crescere. A confermarlo l’osservatorio Inps del lavoro domestico, attestando che nella nostra regione, a fine 2019, risultavano attivi 19.225 lavoratori domestici, con una larga maggioranza di badanti (14.528) rispetto alle colf (4.685), e di stranieri (13.636), ma con una quota di italiani (5.589) in costante crescita anno dopo anno. Dati, questi, che naturalmente riguardano solo la parte emersa di un mondo, quello del lavoro domestico, dove il sommerso pesa almeno altrettanto, sebbene l’emergenza Covid, per vari fattori, stia favorendo un maggiore ricorso a rapporti di lavoro regolarmente denunciati.



SEMPRE PIÙ ITALIANI

Se la componente straniera resta fortemente maggioritaria, il lavoro domestico in generale e quello di badante in particolare risultano sempre più attrattivi per gli italiani. Rispetto al picco del 2012, quando il numero di lavoratori domestici regolarmente denunciati toccò il suo picco massimo, superando per l’unica volta quota 1 milione, oggi siamo scesi a 850 mila, con un calo di oltre 160mila unità. Non calano però, tutt’altro, gli italiani, che nel 2012 erano 191mila, mentre nel 2019 se ne contavano 252mila. Se nel 2012 erano meno del 20%, insomma, oggi sono quasi il 30% e sono destinati a superarlo, perché tra gli effetti del Covid c’è anche una maggiore disponibilità di lavoratrici italiane che si candidano come badanti. Dinamica identica in Friuli Venezia Giulia: anche nella nostra regione la quota nazionale è poco al di sotto del 30%, 5.600 lavoratori domestici su 19.200, e questo nonostante il numero “ufficiale” di badanti straniere non sia calato, com’è avvenuto a livello nazionale, ma sia rimasto sostanzialmente costante.



RISPOSTA ALL’INVECCHIAMENTO

Nei vent’anni compresi tra il 1990 e il 2010 il numero di lavoratori domestici nel nostro Paese si è quintuplicato. La crescita è continuata, spinta dall’invecchiamento della popolazione, sia pure frenata dalla crisi, che ha impedito a molte famiglie di ricorrere a un aiuto esterno per la cura degli anziani. Non tragga in inganno il dato complessivo: se dal 2012 in poi c’è stato un calo rispetto al milione di lavoratori domestici toccato quell’anno, la flessione riguarda soltanto la componente Colf, mentre quello di badanti ha continuato a crescere. Soprattutto in Friuli Venezia Giulia, dove oggi, su 19.200 lavoratori domestici, ben 14.500 sono impegnati nell’assistenza ad anziani o non autosufficienti. Un dato che non sorprende, in una regione dove gli over 75 sono quasi 170mila, il 14% della popolazione, e gli over 85 hanno ormai superato quota 50 mila.



IL LAVORO FEMMINILE

L’altra componente che condiziona la crescita dei rapporti di lavoro domestico è l’andamento dell’occupazione femminile. In fasi espansive, cresce e si mantiene molto alta anche la domanda di badanti e colf, che frena invece nei periodi di crisi, quando la flessione del reddito familiare, la maggiore diffusione di orari part-time e le minori opportunità occupazionali, in particolare per le donne, possono contribuire a ricondurre in ambito familiare il lavoro di assistenza alle persone anziane.



1.500 DA REGOLARIZZARE

Va anche detto che ad alterare e a gonfiare i numeri del lavoro domestico, fino al 2012, sono state anche le sanatorie per la regolarizzazione degli immigrati assunti (a volte anche in modo fittizio o pro-forma) da imprese o in ambito familiare. Una prassi “ripescata” quest’anno dopo una lunga assenza per il lavoro domestico e per pochi altri settori economici connessi all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca.

A livello nazionale 177 mila delle quasi 208 mila domande presentate riguardano colf e badanti, mentre sono 1.563 gli immigrati che hanno chiesto la regolarizzazione in regione come lavoratori domestici. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi