Precipitò dalla finestra della casa di riposo a Trieste: operatrici assolte

La 94enne ospite della struttura Villa amica era morta due settimane dopo in ospedale. Per il giudice non ci fu negligenza

TRIESTE Assolte le due operatrici della casa di riposo “Villa amica” di via Rossetti 56, Fabiana Della Vedova e Larisa Semenyuk, finite a processo per la morte di un’anziana ospite della struttura, la novantaquattrenne triestina Nella Donatucci.

La donna, che soffriva di deterioramento cognitivo e di altre patologie, era precipitata dalla finestra della camera in cui alloggiava, che si trova al primo piano. Un salto di tre metri. L’episodio si era verificato il 3 febbraio del 2019. Donatucci era deceduta due settimane dopo in ospedale. Da quanto risulta non è mai stato acclarato se si era trattato di un suicidio o di un incidente dovuto a una tentata fuga dalla struttura.


A causa dell’impatto l’anziana si era rotta il bacino e le costole. Al momento del ricovero in ospedale era in insufficienza respiratoria. Donatucci è spirata il 17 febbraio.



La Procura aveva inquisito per abbandono di incapace e omicidio colposo le due assistenti. Stando all’accusa formulata dal pm Chiara De Grassi, le operatrici che avevano in custodia la novantaquattrenne non avevano vigilato a sufficienza. In altre parole avrebbero dovuto vigilare con attenzione su un’ospite così fragile e a rischio. Dalle cartelle cliniche emergeva, peraltro, che si trattava di un’anziana con varie patologie, tra cui deterioramento cognitivo e deficit della memoria. Disturbi che circa un anno prima, l’8 gennaio 2018, avevano comportato un ricovero in Geriatria per ansia, allucinazioni visive e uditive. Tra i medicinali che la donna aveva assunto figura un farmaco antipsicotico.

L’accusa sosteneva che la novantaquattrenne il giorno del drammatico episodio era stata lasciata sola. E in quelle ore aveva avuto una crisi: si trovava in uno stato di agitazione psicomotoria, come documentato negli atti in seguito alla testimonianza dell’autista dell’automedica intervenuta per soccorrere la vittima. L’operatore aveva affermato di aver appreso questo dettaglio sul posto, proprio da una delle due operatrici indagate.

Il giorno in cui l’anziana era precipitata dalla finestra erano in servizio la 52enne triestina Della Vedova (difesa dagli avvocati Ernesta Blasetti e Matteo Pastore) e la 50enne Semenyuk (tutelata dall’avvocato Paola Bosari). Il pm De Grassi aveva chiesto il rinvio a giudizio per entrambe.

Le imputate sono state assolte dal gup Massimo Tomassini con il rito abbreviato. Il giudice ha accolto le tesi difensive dei legali di Della Vedova e Semenyuk, secondo cui le operatrici non avevano affatto operato con negligenza. Il figlio e il nipote dell’anziana, costituitisi parte civile, erano difesi dall’avvocato Roberto Mantello. —


 

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