Vede un ragazzo spinto in mare che rischia di annegare e si tuffa per salvarlo: «Non sono un’eroina: chiunque farebbe così»

L'ambulanza accorsa per il giovane pakistano aggredito e finito in acqua vicino al Molo Audace

La 32enne si è tuffata dal Molo Audace e ha salvato la vita al capitano della squadra di cricket Trieste United, che stava rischiando di annegare in seguito a un'aggressione da parte di ignoti

TRIESTE. «Ho fatto un gesto che spero davvero tutti possano essere in grado di compiere di fronte a qualcuno che si trova in difficoltà».

È questo l’unico messaggio che si sente di trasmettere la ragazza di 32 anni che sabato sera scorso, mentre passeggiava sul Molo Audace con un’amica, si è tuffata d’istinto per salvare il 27enne pakistano Madi Khan, il quale era stato spinto poco prima in mare da ignoti dopo un’aggressione.



La giovane, residente a Trieste, ha voluto rilasciare al Piccolo pochissime informazioni. Riservata e schiva, infatti, ha preferito non esplicitare la propria identità limitandosi a ricostruire brevemente quanto è successo quella sera: «Per puro caso sono stata la prima a trovarmi lì in quel momento e in quell’istante. Ho visto solo qualcuno che aveva bisogno di aiuto e quindi ho agito, ma sono sicura che, se ci fosse stato qualcun altro al mio posto, avrebbe fatto lo stesso».



La 32enne non ha assistito all’aggressione ma è arrivata nel momento in cui Madi si trovava già in acqua. Il 27enne - stando alle ricostruzioni - era stato spinto da alcuni ragazzini, probabilmente quattro, comparsi all’improvviso senza motivo mentre lui e due suoi amici stavano chiacchierando seduti a terra sul Molo Audace. Madi aveva subìto il colpo più forte: lo avevano centrato alla testa con una bottiglia di vetro, procurandogli dieci giorni di prognosi e sei punti.

I dettagli dell’episodio li aveva raccontati la sera stessa ai Carabinieri, intervenuti sul posto, l’amico Bilal Khan, anche lui pakistano, a sua volta assalito con dei calci, così come il terzo connazionale. A Bilal e a Madi erano stati anche rubati i cellulari.

Dopo aver visto una persona in difficoltà in acqua, la 32enne, senza esitare un attimo, si era quindi tuffata vestita. A fermarla non era stato nemmeno il pensiero dell’acqua fredda di febbraio. Il coraggio l’ha ripagata, il fisico ha retto. Il giorno dopo, domenica, si è presentata regolarmente per prestare servizio nel bar in cui lavora per il turno che le spettava: quello pomeridiano. Alta all’incirca un metro e sessanta e magra è riuscita a tirare fuori evidentemente tutta la forza che serviva per riportare a riva Madi, 84 chili di peso e un metro e 74 di altezza, capitano della Trieste United, la squadra di cricket giuliana.

La 32enne aveva poi assistito anche uno degli amici del ragazzo che aveva appena salvato e si era quindi diretta a casa con le scarpe in mano. S’incontreranno nei prossimi giorni Madi e la sua soccorritrice? Con tutta probabilità sì. Il giovane pakistano ha espresso il desiderio di vederla per poterla ringraziare di persona.

 

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