In aula la protesta dei prof che vogliono essere vaccinati

Insegnanti in classe coi cartelli: «Privacy tua mors mea». Anche la Cgil condivide la manifestazione: «Il diritto alla salute è sacrosanto»

«No all'omertà si al vaccino anti Covid». Con questi cartelli e volantini appesi al collo stamattina entreranno in classe i docenti dell'istituto comprensivo di Fiume Veneto». Gli insegnanti vogliono vaccinarsi per ridurre il rischio contagio a loro stessi e agli studenti. «La tua privacy può essere la mia morte - spiegano i dieci insegnanti pordenonesi -. Basta con l'omertà, basta con i ritardi, vogliamo subito il vaccino anti Sars-cov2 ».

Dal comprensivo Bagellardo parte una manifestazione destinata ad allargarsi. «La salute viene prima della privacy - condivide il sindacalista della Flc-Cgil, Mario Bellomo -. Siamo al fianco dei dipendenti dell'istruzione e appoggiamo l'iniziativa dei 10 insegnanti del Bagellardo a Fiume Veneto. Il diritto alla salute è sacrosanto, per una categoria di lavoratori che è sempre in prima linea».

Nelle sezioni dell'infanzia le maestre condividono le aule con i bambini sprovvisti della mascherina anti contagio. «Il blocco della macchina organizzativa ha deluso tutti gli insegnanti - prosegue Bellomo - e il malcontento è forte. Il diritto alla vaccinazione è la priorità».

Gli insegnanti auspicano, infatti, di veder garantire la vaccinazione anche ha chi più di 55 anni. In regione sono oltre seimila. --

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