Gorizia, un prof scrive a Fedriga: «Serve il tracciamento nella lotta anti-Covid»

La richiesta arriva da Carlo Piemonti del liceo scientifico "Duca degli Abruzzi"

GORIZIA. Con un sistema di tracciamento che non riesce ad essere efficace e rapido, tenere aperte le scuole per le lezioni in presenza diventa troppo rischioso, e potrebbe portare all’esplosione di nuovi focolai. Ne è convinto Carlo Piemonti, docente dello scientifico “Duca degli Abruzzi”, che ha deciso di prendere carta e penna (o meglio in questo caso accendere il pc, inviando una mail) e scrivere al governatore Massimiliano Fedriga per sensibilizzarlo su un problema a suo dire troppo sottovalutato in questo momento.

Malgrado con tanti sforzi negli istituti scolastici si rispettano tutte le regole di sicurezza previste per contenere la diffusione del contagio, senza un sistema di tracciamento sufficientemente efficace, tutte le contromisure rischiano di risultare tardive. Questo in sintesi il suo pensiero. Piemonti nella sua lettera porta l’esempio di una studentessa posta in isolamento preventivo a fronte della positività di un parente stretto, per essere poi sottoposta al tampone solo diversi giorni dopo. «Nel frattempo noi insegnanti e tutto il resto della classe continueremo a fare lezione in presenza a scuola come nulla fosse, e senza tamponi – spiega il docente nella sua lettera –. Se la studentessa tra una settimana risultasse positiva, che si fa? Se le strutture sanitarie preposte, oberate di lavoro a causa dell’emergenza, non sono più in grado di intervenire prontamente e fornire un minimo di tracciamento, come è possibile tenere aperte le scuole in presenza?».


Piemonti precisa di non vedere colpe specifiche né nel sistema scolastico né nell’Azienda sanitaria, che si trova materialmente in difficoltà ad affrontare tutti i casi di coronavirus che si presentano, ma chiede a Fedriga – del quale «ho apprezzato qualche mese fa la prudenza nel tutelare la salute dei cittadini, e mi aspetto ora continui a tenere la barra dritta», continua nella lettera – una riflessione sull’esistenza o meno delle condizioni di sicurezza per proseguire con la didattica in presenza.
 

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