Contenuto riservato agli abbonati

A Gradisca 500 alunni in quarantena per la variante inglese. Il sindaco Tomasinsig: "Necessario essere prudenti per tutelare chi è più fragile". La rabbia dei genitori

La scuola elementare di via Garibaldi a Gradisca Foto Marega

L'assessore regionale Riccardi: «Alta trasmissione tra i più giovani». Lo stop alle lezioni in presenza durerà fino all’8 marzo. Tra le famiglie c’è molta apprensione anche per il congedo parentale per i genitori costretti a rimanere a casa dal lavoro per la quarantena: attualmente è congelato e peraltro non ricomprende i lavoratori a partita Iva. 

GRADISCA. «Ai bambini e alle famiglie sta venendo chiesto un grande sacrificio, ma è importante per la salute dei nostri figli, di chi è più fragile e di tutta la comunità. Un pensiero doveroso va anche agli insegnanti in questo momento diifficoltà». Così il sindaco di Gradisca Linda Tomasinsig commenta il caso scoppiato a Gradisca, dove il Dipartimento di Prevenzione di Asugi ha deciso di stoppare l’attività scolastica di ogni ordine e grado sino all’8 marzo. Un provvedimento drastico che riguarda oltre 500 bambini, per i quali è stata disposta una quarantena di due settimane a partire da oggi, lunedì 22 febbraio.

«Invitiamo alla fiducia in chi si è assunto la responsabilità di una decisione sicuramente forte e foriera di molti disagi - aggiunge il sindaco -. L’alta contagiosità della variante inglese costringe ad essere estremamente prudenti. E rispettosi dei protocolli, altrimenti anche questa dura prova rischierà di essere perfettamente inutile». 

A tingere ulteriormente di giallo una giornata già molto tesa, il fatto che ieri, sino all’ora di cena le famiglie non avevano ancora ricevuto l’atto formale che disponeva la quarantena dei propri figli, anticipato il giorno prima a dirigenza scolastica e amministrazione comunale. Sabato sera si è tenuto un Consiglio d’Istituto d’urgenza nel quale si è convenuto di raccogliere le domande frequenti (Faq) delle famiglie. Lo stesso Comune di Gradisca ne ha predisposte alcune. C’è molta apprensione anche per il congedo parentale per i genitori costretti a rimanere a casa dal lavoro per la quarantena: attualmente è congelato e peraltro non ricomprende i lavoratori a partita Iva. 

Il provvedimento che si è reso necessario dopo l’accertamento di un preoccupante livello di contagio in tutti i plessi scolastici del comprensivo “della Torre”: asilo, primaria Dante Alighieri e medie di via Roma. In tutti gli istituti sono complessivamente una quindicina i casi accertati tra alunni e insegnanti positivi. Ma a consigliare ulteriore prudenza è il fatto che in almeno un caso vi è un collegamento indiretto con un focolaio di variante inglese.



Proprio la maggiore capacità di contagio della temuta variante ha suggerito il draconiano provvedimento. A confermare la delicatezza dello scenario è stato, ieri, l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi: «Le misure restrittive riguardanti il Comprensivo di Gradisca sono dovute a un forte, pericoloso legame con il focolaio di Covid a variante inglese emerso nei giorni scorsi in un’azienda monfalconese. La chiusura della scuola è necessaria, vista l’alta capacità di trasmissione di questa forma del virus specialmente tra i giovani».

Le operazioni di contact tracing, ha spiegato Riccardi, sono iniziate l’11 febbraio quando sono emersi i cinque casi con variante. Di questi, due sono dipendenti di un’azienda di Monfalcone e gli altri tre loro familiari. Del focolaio alla Sbe Il Piccolo aveva riferito nei giorni scorsi. Il Dipartimento di prevenzione aveva sottoposto a tampone 500 dipendenti dell’azienda e aveva poi esteso i test a cinque istituti scolastici e altre tre aziende. Allo stato attuale il focolaio è di 79 positivi (dipendenti, familiari e conviventi), a cinque dei quali è stata rilevata la variante inglese. I contatti stretti sottoposti al regime di quarantena sono circa 90.

«La contagiosità maggiore della variante inglese impone a tutti la massima attenzione – ha ribadito Riccardi –, perché il diffondersi di questa forma di Covid rappresenterebbe un serio rischio per la tenuta del sistema ospedaliero». L’annunciato provvedimento ha in ogni caso mandato in difficoltà un gran numero di famiglie. Tanto che il nostro giornale è stato letteralmente subissato di proteste e testimonianze da parte dei genitori. «Disporre la quarantena fino al 9 marzo mette in ginocchio un sacco di famiglie. Non si può chiedere aiuto ai nonni in quanto categoria fragile, non ci sono babysitter a disposizione perché comunque non si può fare entrare nessuno a casa. Io sono fortunato perché posso sfruttare lo smart working, ma gli altri?», è la testimonianza di un papà.

«Oltretutto tanti bimbi sono già in isolamento cautelativo da una settimana», fa eco un altro. E ancora: «Provvedimento oltremodo discutibile. Persone che non sono positive e non hanno avuto contatti con positivi, vengono rinchiuse in casa». Ancora: «Tanti ragazzi sono stati recentemente in isolamento 10 giorni con tre tamponi e quelli negativi ora saranno costretti ad altre 3 settimane quasi di quarantena. In base alla normativa nazionale dopo un tampone negativo senza contatti con positivi chiunque può considerarsi libero di uscire, tutti tranne gli studenti di Gradisca».

Situazione che riguarda anche gli insegnanti e non mancano prese di posizione forti: «Qualcuno spieghi almeno perché non possiamo portare i figli negativi dai nonni per la didattica a distanza. In famiglia lavoriamo tutti, saremo posti nelle condizioni di violare la legge», commenta una mamma. «Ho bambini in due differenti plessi. Tutti negativi dopo il tampone e dopo un periodo di isolamento: una nuova quarantena fino a marzo inoltrato è ingiustificata. Una follia. Non è questione di giusto o sbagliato, ma di previsto o non previsto dalle norme».

«Misure sproporzionate rispetto alla medesima situazione di contagiosità delle settimane scorse – conclude un’altra mamma – senza contare le comunicazioni a ridosso del weekend, che obbligano a miracoli per organizzarsi col lavoro, specie chi è in proprio. Non discutiamo la chiusura della scuola, valutazione che non ci compete, ma va sottolineato che il provvedimento è indiscriminato e non considera chi è già a casa in quarantena. I casi andavano distinti».

Le scuole effettueranno un maxi-screening di controllo al termine del periodo di quarantena, in forma scaglionata: «Per agevolare le famiglie – promette il sindaco di Gradisca – abbiamo richiesto al Dipartimento di prevenzione di tenere la sessione di tamponi in città». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Pancake di ceci con robiola e rucola

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi