Cantiere del tram di Opicina: l’attesa continua e le penali salgono già a 20 mila euro

Trascorsa un’altra settimana senza interventi e a Opicina non è arrivato il container per gli uffici annunciato dalla ditta

TRIESTE. Ancora una settimana senza operai. Nonostante l’annuncio di domenica scorsa della Vitale One, sono passati altri sette giorni e nel cantiere del tram di Opicina nulla si è mosso. Intanto le penali, causa ritardo nel completamento dei lavori, continuano a salire alla media di oltre 700 euro al giorno, arrivando sin qui già a circa 20 mila euro totali.

Da fine novembre ormai i lavori che dovrebbero consentire allo storico tram di riprendere la marcia dopo l’incidente frontale del 16 agosto 2016 sono fermi al palo. La ditta titolare dell’appalto ha fornito un cronoprogramma al Comune e nei giorni scorsi era atteso il container destinato ad uso ufficio al deposito della Trieste Trasporti di Opicina, container ad oggi mai arrivato. Il sindaco Roberto Dipiazza preferisce non commentare, da palazzo Cheba emerge comunque un fastidio importante per la situazione visti tutti gli sforzi profusi per supportare l’impresa.

Secondo l’ennesima comunicazione giunta al municipio, oggi dovrebbero partire gli interventi sui marciapiedi: si tratta però di opere in carico alla Marolli, l’impresa di Monfalcone che ha firmato il contratto di subappalto pochi giorni prima di Natale. L’intervento di sostituzione delle traversine dovrebbe iniziare invece la settimana seguente.

Nei prossimi giorni dovrebbe essere firmata anche la determina che nominerà il nuovo direttore dei lavori dopo il passo indietro di Roberto Carollo per impegni personali. Intanto il Responsabile unico del procedimento Luigi Fantini dal 13 gennaio, il giorno dopo quello in cui si sarebbe dovuto concludere il cantiere, ha fatto scattare le penali giornaliere, quantificate nell’uno per mille dell’importo contrattuale al netto dell’Iva e compresi gli oneri di sicurezza. La Vitale One aveva ottenuto l’appalto con un ribasso di quasi il 20% per un totale, senza Iva, di 721.317 euro. Il ritardo pesa dunque poco più di 721 euro al giorno.



I responsabili della società campana avevano provato a chiedere una proroga di 120 giorni, periodo pari alla durata prevista del cantiere, ma il Rup ha considerato le motivazioni non valide: il Covid non poteva essere causa di rallentamento in un cantiere così vasto e all’aperto e le condizioni meteo, dati Osmer alla mano, hanno visto da settembre a Natale precipitazioni contenute e temperature calde. Sempre da appalto, passati 100 giorni dal 12 gennaio e raggiunte così penali pari al 10% dell’importo del contratto, superati quindi i 72 mila euro, lo stesso potrà essere risolto.

Un altro aspetto che preoccupa è legato alle traversine. Stando ai documenti di gara infatti la ditta vincitrice dell’appalto deve reperire circa 500 pezzi destinati ai tratti degli attraversamenti stradali e a quello dal deposito di Opicina all’Obelisco. L’ordine non poteva partire fino ai rilievi effettuati con il drone a gennaio. Al momento non è chiaro a quale ditta si sia rivolta la Vitale One. La ditta che ha fornito le traversine stoccate a Monte Grisa, la Lodovichi Domenico Spa, conferma di aver completato l’ordine del Comune, di aver incassato quanto previsto dal contratto del 2019 e di non aver ricevuto altre richieste se non generiche di informazioni.

Il tempo medio per produrre un quantitativo simile di traversine è di 60 giorni per un costo, indicativo, di circa 70 mila euro richiedendo stampi specifici essendo misure fuori standard. Intanto alcune carrozze continuano a muoversi, in particolare le uniche due che lo possono fare, in quanto per l’esecuzione dei primi rilievi la Vitale ha tagliato i binari nella parte alta e i tram nel deposito di Opicina sono bloccati con i relativi problemi legati alla manutenzione. 


 

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