Porfirije Perić eletto nuovo patriarca dei serbo ortodossi

Elezione lampo ieri a Belgrado del 46esimo patriarca della Chiesa serbo-ortodossa che succede così a Irinej morto per Covid-19 all’età di 90 anni tre mesi fa. Porfirije Perić era metropolita di Zagabria e Lubiana

BELGRADO Elezione lampo ieri a Belgrado del 46esimo patriarca della Chiesa serbo-ortodossa che succede così a Irinej morto per Covid-19 all’età di 90 anni tre mesi fa. Il suo nome è Porfirije Perić, 60 anni, metropolita di Zagabria e Lubiana.

I vescovi ortodossi si sono riuniti ieri nella chiesa di San Sava a Belgrado e alle 12 sono iniziate le procedure per la scelta del successore di Irinej. I vescovi scelgono prima tra di loro fino a quando non selezionano tre candidati. Quindi, nel secondo turno, i tre nomi vengono inseriti in tre buste in un Vangelo. Quello tirato fuori è una questione di fortuna, o, per i credenti, l'espressione della volontà dello Spirito Santo.



E siccome a metà pomeriggio era già noto il nome del nuovo patriarca vuol dire che i vescovi si erano raccolti nella chiesa di San Sava già con le idee chiare e con una ristrettissima cerchia di candidati.

Il nuovo arcivescovo di Pec, metropolita di Belgrado e Karlovac e patriarca di Serbia Porfirije è nato a Becej, nel 1961, ha terminato la scuola elementare a Curug e il liceo a Novi Sad, capitale della provincia della Vojvodina settentrionale della Serbia. Nel 1986 si è laureato alla Facoltà Teologica Ortodossa di Belgrado. Poco prima è stato ordinato monaco nel famoso monastero di Decani in Kosovo nel 1985.

Ha completato gli studi post-laurea ad Atene, dove è rimasto fino al 1990. Ha conseguito il dottorato nel 2004 presso la facoltà di teologia dell'Università di Atene.

Nei mesi successivi alla morte del patriarca Irinej, ci furono molte speculazioni sul fatto che lo Stato avrebbe tentato di interferire nell'elezione di un nuovo patriarca.

L'elezione di Porfirije potrebbe benissimo soddisfare il governo, visto che è considerato vicino al presidente Aleksandar Vučić e al suo regime. In alcune occasioni ha reso note opinioni conservatrici e filogovernative anche con interventi sulla stampa in difesa della politica del capo dello Stato.

Porfirije ha anche guidato il licenziamento di professori critici della Facoltà di Teologia della Chiesa a Belgrado che si erano espressi contro gli abusi e la corruzione in quell'istituto. —



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